Fondazione, via al processo sul trasferimento di 200 milioni

Denaro trasferito in Svizzera e poi fatto rientrare. Accusato di tentata truffa l’ex direttore generale. In aula gli ex presidenti Marazzi e Scaravaggi. Il pm chiede di ascoltare anche Beniamino Anselmi (vice di Scaravaggi)

Duecento milioni trasferiti in una banca svizzera - la Julius Baer di Lugano - e poi rientrati in Italia dopo alcune mesi. Uno scenario poco chiaro, secondo la procura, e su cui il processo iniziato questa mattina, 24 aprile, dovrebbe far luce. E’ cominciato oggi il processo nei confronti di Massimo Sbordi, ragioniere e direttore generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano all’epoca dei fatti, accusato di tentata truffa. L’uomo è difeso dall’avvocato Corrado Prandi.

Davanti al giudice Gianandrea Bussi, pm Antonio Colonna, sono stati ascoltati i primi testimoni in relazione ai 200 milioni di euro - oggetto del processo - trasferiti in una banca svizzera e rientrati dopo un paio di mesi senza giustificazioni. Un trasferimento che, secondo la procura, sarebbe avvenuto senza la delibera del Cda. Circostanza che portò al licenziamento del direttore generale: «L’ente dovrà indicare la finalità del trasferimento presso la Banca Svizzera, il motivo del rientro in Italia e la piena rispondenza dell’operazione alle norme di legge».

In aula si sono presentati Giacomo Marazzi, autore di un esposto nel febbraio del 2013, e presidente della Fondazione dal 2005 al 2013, e l’ex presidente Francesco Scaravaggi (fu presidente per circa un anno e mezzo) che si dimise poco dopo. All’epoca, il patrimonio stimato della era di 342 milioni.

Marazzi ha detto di non sapere nulla di alcuni conti aperti in Spagna, mentre Scaravaggi, ingegnere, tra molti non ricordo ha affermato sì di essere andato in Svizzera per far tornare i titoli in Italia. Il giudice gli ha chiesto se lui, il giorno dopo la delibera del Cda, avesse firmato gli ordini di trasferimento dei titoli. L’ex presidente ha detto di non ricordare, anche perché firmava moltissime carte: «Mi sono fidato». Giacomo Marazzi, inoltre, nel 2013 aveva presentato un esposto in procura contro chi denigrava la Fondazione.

L’avvocato Prandi ha ricordato a Scaravaggi un’intervista in cui lui affermava che la Fondazione “non avesse subito danni né avesse perso soldi e reputazione”. L’ex presidente non ricordava l’intervista. Inoltre, Scaravaggi, rispondendo a Prandi, ha detto di non sapere nulla di altre operazioni della Fondazione, come l’investimento a Gibuti o quello di 40-50 milioni investiti nella Banca Monte di Parma.

Al termine, il pm Colonna ha chiesto di ascoltare come teste Beniamino Anselmi, banchiere, vice presidente di Scaravaggi, insieme con altre tre persone.

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