Il rettore Lazzati: politico, laico cristiano e soprattutto educatore

In occasione del trentennale della morte di Giuseppe Lazzati (avvenuta il 18 maggio 1986), la Cattolica di Piacenza (in particolare il Laboratorio di Economia Locale della Facoltà di Economia e Giurisprudenza), ha voluto ricordare questa straordinaria figura di educatore

Fu un politico “suo malgrado”, ma fu soprattutto un laico cristiano al servizio dell’uomo (educare alla politica) e dei giovani, nel suo ruolo di Rettore della Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1968 al 1983.

In occasione del trentennale della morte di Giuseppe Lazzati (avvenuta il 18 maggio 1986), la Cattolica di Piacenza (in particolare il Laboratorio di Economia Locale della Facoltà di Economia e Giurisprudenza), ha voluto ricordare questa straordinaria figura di educatore (dichiarato venerabile dalla chiesa cattolica, un passo per essere poi dichiarato Santo) con un incontro presso l’Aula San Francesco,durante il quale è stato presentato, con il coordinamento della giornalista Patrizia Soffiantini, il libro di Giovanni Zilioli “Breve storia di un'Amicizia”, che racconta i rapporti tra l’autore ed il Rettore tra gli anni ’70 e ’80.

Il Vescovo della Diocesi di Piacenza e Bobbio Mons. Gianni Ambrosio,“ne ha ricordato la grande fede, sempre supportata da una intensa preghiera, riscontrata durante gli esercizi spirituali; un uomo onesto, lineare, che ha sempre amato la chiesa con una straordinaria passione educativa”, “un uomo di riferimento- ha detto il sindaco di Piacenza Paolo Dosi; i valori testimoniali di Lazzati rimangono- ha sostenuto- anche in questo mondo profondamente cambiato, dove è difficile essere coerenti ma nel contempo è necessario adeguarci al cambiamento”.

Paolo Rizzi, docente di LEL Università Cattolica, presentando un breve video sulla vita di Lazzati, la sua attività politica e culturale e soprattutto la sua esperienza spirituale ed educativa, ha rimarcato come fosse sempre stato al servizio dell’uomo e dei giovani e per educare alla politica con la sua associazione “Città dell’uomo”.

“Dal suo volto traspariva- ha detto- come per Dossetti e La Pira, dolcezza e serenità ma anche severità ed autorevolezza. Al centro della sua azione, con la sua associazione, il benessere dell’uomo”. E del libro di Ziliani ha detto che “è come un romanzo ottocentesco, dove emerge trepidazione e crescita umana ed il rapporto tra vecchio e giovane”, momenti che Zilioli ha poi ripercorso nel  suo ricordo solleciatato dalle domande della Soffiantini e che sono emersi nelle pagine lette con la consueta autorevolezza da Romano Gromi.

Enrico Corti,presidente dell’Azione Cattolica di Piacenza, ha precisato che “Lazzati imponeva sempre un confronto serio; ne emergeva la sua radicalità cristiana e la forza del laicato; occorreva  essere se stessi ed avere coerenza nella storia e nell’azione”, mentre per Luciano Caimi, Presidente Associazione Città dell’uomo, fondata da Lazzati nel 1985 e ispirata ai valori dell’impegno dei laici cristiani nella società e nella politica, ne ha ricordato “quanto l’esperienza nei lager fu svolta decisiva per crescere nella grazia e superare la desolazione e la disperazione. Fu politico suo malgrado ma accettò; dette un notevole contributo sul piano della formazione, con due punti fermi: la Costituzione ed il Concilio”.

Dunque un padre costituente, un laico cristiano senza tentennamenti, un grande educatore che sapeva soprattutto ascoltare, un impegno politico ed un religioso sempre distinti, ma anche assai intrecciati e poi culminati in quella “città dell’uomo” nella quale il suo ruolo fu sempre significativo più sul piano etico-politico e culturale che non su quello dell’azione politica in senso stretto. Resta di quel periodo soprattutto l’alta riflessione sui rapporti tra fede e politica, tra Chiesa e partito, tra dottrina cristiana e scelte storiche, che risuonava non consueta in un mondo cattolico che era diventato classe dirigente del paese dopo decenni di emarginazione.

“Ma la politica- ha chiarito Caimi- è sempre stata da lui collocata in un orizzonte più ampio. Lungo tutta la sua vita egli ha richiamato, con le parole e con le scelte, la primaria importanza della scelta di fondare la politica su un terreno più solido e profondo: potremmo forse sintetizzare questo terreno facendo riferimento al binomio fede- cultura, prima pensare e poi agire politicamente”. Una lezione, quella di Lazzati che conserva tutta intera la sua validità.

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