Le Mose: imprenditore stretto nella morsa degli usurai. "Temo per la mia famiglia"

Un imprenditore di Le Mose denuncia di essere vittima di un usuraio: "Quest'uomo mi ha concesso un prestito ma poi ha voluto altri soldi e mi ha minacciato. Temo per la mia famiglia"

"Abbiamo ricevuto minacce e adesso ho paura per me e per la mia famiglia". Così un imprenditore piacentino denuncia di essere stretto nella morsa di un usuraio. L’uomo, un 49enne, gestisce a Le Mose un’azienda-colorificio e racconta di essere stato minacciato nell’arco dell’ultimo anno da uno straniero che gli aveva concesso un prestito. Ma andiamo per ordine.

IL DEBITO E IL PRESTITO - L’imprenditore racconta: “Circa un anno fa ho avuto diversi pagamenti insoluti e mi sono trovato in difficoltà. Allora mi sono rivolto a quest’uomo che mi aveva presentato un amico. Mi ha concesso un prestito di 50mila euro senza mai parlare di interessi e io gli ho promesso di restituirgli la somma quanto prima. E’ stato molto gentile con me tanto che mi sono sentito quasi in obbligo e come garanzia gli ho firmato alcuni assegni”.

ALTRI 25MILA EURO, O SONO BOTTE - E continua: “Mi aveva detto che avrei potuto restituirgli i 50mila euro con calma ma così non è stato. Dopo 20 giorni dal prestito si è presentato e me li ha chiesti tutti. Chiaramente non li avevo e gli ho dovuto girare interi pagamenti dei miei clienti”. Dopo qualche mese sono riuscito ad estinguere il mio debito di 50mila euro ma da quel momento sono iniziate le minacce. Si è presentato di nuovo dicendo che voleva altri 25mila euro. Io non volevo e gli ho detto che avrei pagato gli interessi al massimo, ma non ha sentito ragioni. Voleva 25mila euro. Io mi sono rifiutato e da quel momento sono iniziate le minacce". Minacce sulle quali sono in corso indagini dei carabinieri.

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"HO PAURA PER LA MIA FAMIGLIA" - E prosegue: “Mi tempestava di chiamate in piena notte fino a che un giorno si è presentato in negozio per minacciarmi di persona. Ho sporto tre denunce ai carabinieri e una quarta l'ha fatta mia moglie che se lo è trovato un giorno in ditta e che è stata minacciata a sua volta”. E conclude: “Adesso non viviamo più tranquilli, ho paura per mia moglie e per la mia famiglia. Ma ho piena fiducia nei carabinieri e nella Procura della Repubblica.”

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