Lusurasco: ecco perchè, in questi termini, l'impianto a biogas proprio non s'ha da fa

In esclusiva su Il Piacenza, parla il presidente di Italia Nostra, Luigi Ragazzi. Ecco perchè, così come è stata presentata, la centrale a biogas di Conserve Italia non si può fare. Ma le istituzioni, sembrano non gradire l'intervento

Così, proprio no. Prima, bisogna definire bene questo biocarburante: nome, cognome, conseguenze sull'ambiente e sulle persone, soprattutto. Poi, forse, si potrà costruire l'impianto a biogas che la ditta Conserve Italia ha proposto di installare vicino alla sua fabbrica, per riciclare i propri scarti di lavorazione e farne energia elettrica.

Il progetto è buono, se non fosse per la querelle che si è andata a creare fra Conserve Italia, le istituzioni e Italia Nostra. Gli scarti che farebbero da combustibile all'impianto, sono sottoprodotti o spazzatura? Abbiamo girato la domanda a Luigi Ragazzi, presidente di Italia Nostra, sezione di Fiorenzuola d'Arda.

Dottor Ragazzi, qual è il problema sollevato intorno alla centrale di Lusurasco?

Il problema sta nel dare un nome (quello corretto) al carburante che alimenterà l'impianto di energia. Secondo una sentenza del Tar di Bologna (n. 3296 del 9 luglio 2008, ndr) il biogas è un sottoprodotto chimico e come tale va sottoposto all'esame del VIA (valutazione di impatto ambientale). L'amministrazione, invece, aveva dato per scontato che gli scarti fossero sottoprodotti di lavorazione. Non è affatto detto, invece, che tutte le energie alternative siano rinnovabili.

Quindi, cosa sono questi scarti?

Secondo Italia Nostra, e qui la giurisprudenza ci dà ragione, si tratta di rifiuti. Soprattutto perchè, la legge dice che anche i sottoprodotti di lavorazione (scarti alimentari, bucce, ecc) qualora sia previsto lo stoccaggio, devono essere assimilati ai rifiuti. Questi scarti, comunque, non sono neanche biomassa, perchè, sempre per la legge, le biomasse di origine agricola (per essere tali) devono subire solo un trattamento di natura meccanica, senza l'aggiunta di soluzioni e senza lavaggi.
  Non tutte le fonti alternative sono rinnovabili  

E nel nostro caso?

Nel nostro caso, non si potrebbe parlare di biomassa. Inoltre, l'azienda Conserve Italia lavora stagionalmente, mentre dal progetto è previsto che l'impianto di energia lavori tutto l'anno. Si pone, eccome, il problema di stoccare gli scarti. Tra l'altro, che questo combustibile sia scarto di lavorazione, non convince neanche Conserve Italia, visto che ha previsto un impianto di deodorizzazione con IDRAGEL, un “potente complesso neutralizzante in grado di inibire gli odori da materia organica varia”. Mi fa pensare che anche loro abbiano preso in considerazione che si tratta di rifiuti.

Sul progetto, ci sono stati alcuni “attriti” in questi mesi fra Italia Nostra e l'amministrazione?

Fin dalla prima osservazione che Italia Nostra ha presentato a fine marzo 2008, abbiamo chiesto alle amministrazioni che fosse accertata la normativa nell'ambito della quale il progetto ricadeva. Il combustibile è o meno biogas? Ma Italia Nostra ha ricevuto dall'amministrazione provinciale un trattamento iniquo, perchè nelle riunioni sulla centrale, sono state coinvolte altre associazioni ma non noi, che avevamo presentato delle osservazioni.

Secondo lei è stata un'esclusione voluta?

Non ho elementi per dire se sia stata voluta o meno, ma il trattamento è stato comunque iniquo nei nostri confronti. Ritengo che le amministrazioni comunali e quella provinciale non gradiscano il nostro atteggiamento polemico. In seguito alla nostra esclusione dagli incontri, abbiamo depositato dei quesiti sul biogas.

Cosa chiede Italia Nostra?

Noi chiediamo chiarimenti e normative, facciamo rilevare il nostro dissenso. Ci auguriamo che, se il progetto verrà ripresentato, l'esame di VIA sia approfondito e che si faccia chiarezza fra i vari tipi di energia rinnovabile.
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