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Cronaca Galleana / Via Manfredi Giuseppe

Manomettevano i bancomat: «Volevamo fare soldi facili». Arrestati

In manette due albanesi fermati dalla polizia dopo aver installato in cinque bancomat della città un congegno in grado di bloccare l'erogazione dei soldi. Le immagini dei ladri direttamente sul tablet della polizia in tempo reale

«Volevamo fare un po' di soldi facili». Si sono giustificati così i due albanesi di 21 e 26 anni, uno residente a Carpaneto, che sono stati arrestati dalla polizia dopo aver manomesso almeno cinque bancomat in città, utilizzando un nuovo tipo di stratagemma per rubare i soldi agli ignari clienti. In pratica installavano una lista di metallo (detta "forcina") all'interno della bocchetta di erogazione delle banconote in modo da trattenere il denaro e far credere al cliente che c'era stato un guasto. Invece i due ladri tornavano poco dopo a "prelevare" i soldi rimasti incastrati. Martedì sera però sono stati notati degli addetti alla sicurezza della Banca Popolare dell'Emilia Romagna che ha avvertito il vicedirettore e la polizia, permettendo agli agenti della questura di arrestarli. «Nel giro di un'ora avevano racimolato già un migliaio di euro» spiega il dirigente delle volanti Filippo Sordi Arcelli, intervenuto sul posto insieme ai colleghi della Squadra mobile. I due albanesi verranno processati per direttissima nelle prossime ore. Avevano manomesso cinque bancomat: due della Banca popolare dell'Emilia Romagna in via Manfredi e a San Lazzaro (dove poi sono stati materialmente arrestati dalla polizia), uno della Credem in via Colombo, uno in piazzale Roma e quello delle Poste sempre in via Colombo. 

Manomettevano i bancomat, arrestati dalla polizia ©ilPiacenza

Le indagini sono iniziate, come abbiamo riportato ieri, nel tardo pomeriggio di martedì quando il personale addetto alla sorveglianza degli sportelli della Banca popolare dell'Emilia Romagna ha visto sui monitor due individui che manomettevano lo sportello di via Manfredi. Sul posto, insieme al vicedirettore della banca, sono arrivati gli agenti della questura che hanno scoperto la "forchetta" messa dai ladri all'interno dell'erogatore e 200 euro in contanti che erano già rimasti incastrati. Nel frattempo, sempre la videosorveglianza della banca, ha avvertito di aver notato gli stessi due giovani allo sportello di via Emilia Parmense a San Lazzaro. Questa volta la polizia si è appostata in borghese nella zona in attesa che i due malviventi ritornassero a prelevare il loro congegno con il denaro rimasto incastrato.

E' qui che la tecnologia ha dato una mano alle forze dell'ordine. «Gli agenti appostati nella zona - spiega Sordi Arcelli - hanno ricevuto in tempo reale direttamente su un tablet che avevano con loro le immagini dal centro di sicurezza della banca dove si vedevano chiaramente i due ladri». Infatti, quando dopo un'oretta i due albanesi sono arrivati per ritirare la loro trappola, sono stati subito riconosciuti dalla polizia. Uno è stato bloccato davanti al bancomat mentre recuperava la forchetta con i soldi, il complice è stato invece arrestato in un bar lì vicino mentre lo attendeva facendo da palo.

I due sono stati processati per direttissima la mattina del 13 settembre. Difesi dall'avvocato Spezia (in aula anche il pm Arturo Iacobacci) che ha chiesto i termini a difesa, il giudice Maurizio Boselli ha convalidato l'arresto e fissato la nuova udienza per il 24 settembre, ma nel frattempo ha disposto la custodia cautelare in carcere. I due, che sono incensurati, sono accusati di tentato furto pluriaggravato e continuato in concorso.

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