A 12 anni non andava a scuola per non mostrare i lividi, il giudice allontana da casa padre alcolizzato e violento

Indagine della sezione investigativa della Polizia locale di Piacenza: un 47enne indagato per maltrattamenti nei confronti della moglie e di una delle figlie piccole. Proprio lei, con le sue confidenze alla maestra, ha permesso di far partire l'indagine

(Repertorio)

Una ragazzina, poco più che bambina, che non andava a scuola per non mostrare quei lividi sul volto dovuti alle violenze subite fra le quattro mura domestiche. Causate, a quanto pare, da un padre padrone, alcolizzato e violento, che ora il giudice ha definitivamente allontanato dalla famiglia. E' inquietante lo spaccato familiare di maltrattamenti e degrado sul quale hanno fatto luce, ancora una volta, gli agenti della sezione investigativa della Polizia locale di Piacenza, riuscendo a salvare una donna e le sue figlie piccole dalla prepotenza di un uomo che spendeva tutto in alcolici e slot-machines.
Coordinati dal pm Matteo Centini, gli agenti di via Rogerio hanno puntato il focus delle indagini su un nucleo familiare straniero che risiede in provincia. Ad aprire il caso è stata la provvidenziale segnalazione di una maestra che ha raccolto le confidenze di una bambina di 12 anni: «Il papà mi picchia e fa lo stesso con la mamma». Allusioni allarmanti, se raccontate da una persona così giovane e innocente, che hanno permesso, a indagini ancora in corso, di ottenere un primo provvedimento cautelare d'urgenza nei confronti dell'uomo, un 42enne dell'Est: per lui il giudice ha emesso il divieto di avvicinamento al nucleo familiare, mentre proseguono le indagini per maltrattamenti in famiglia: ma potrebbe esserci di più. Nell'audizione protetta, in procura della Repubblica a Piacenza, la 12enne avrebbe parlato anche di violenze da parte di un cugino, che era venuto in Italia per qualche tempo a trovare la famiglia.

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La giovane vittima di questa situazione ha dimostrato grande coraggio anche nel suo tentativo di proteggere le due sorelline ancora più piccole, arrivando a chiuderle sul balcone per evitare che potessero essere travolte dalla cattiveria del padre, per l'ennesima volta ubriaco e manesco. Ma ancora più vittima è stata la madre che, nonostante avesse saputo dalla figlia dei probabili abusi subiti dal cugino, non è stata in grado di rivolgersi a nessuno per il terrore che quel marito le incuteva.
Un uomo che, stando alle indagini, era arrivato anche a minacciare un amichetto della 12enne con il quale lei si era confidata: pare che l'uomo, impossessandosi del telefono della figlia, abbia scritto al ragazzino che si interessava di lei, dicendogli di lasciarla in pace e minacciandolo.
Fortunatamente tutto è finito nel fascicolo di indagine della Polizia locale: gli agenti sono riusciti a guadagnarsi la fiducia della piccola, facendole raccontare le atrocità che avvenivano in quella casa. Come quella volta in cui il padre l'avrebbe svegliata afferrandola a letto e scaraventandola in bagno sotto l'acqua fredda. Un dramma psicologico continuo e quotidiano, uno stillicidio domestico vissuto in quella che dovrebbe essere l'età più spensierata. Ora del caso si stanno occupando anche i servizi sociali, mentre la bambina ha finalmente potuto riprendere la scuola. E le indagini proseguono.

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