Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca / Farnesiana

«Tutti dovremmo essere un po’ vigili del fuoco come Paolo»

Il feretro trasportato sull'autoscala, le sirene e l'applauso davanti alla chiesa del Corpus Domini. Così i pompieri piacentini hanno salutato per l'ultima volta il capo reparto di Fiorenzuola Paolo Marchini

L’autoscala che attraversa viale Dante a passo d’uomo con, adagiato sul pianale, il feretro scortato da sei uomini fino alla chiesa del Corpus Domini della Farnesiana. Poi le sirene delle autopompe e l’applauso dei pompieri piacentini per l’ultimo saluto a Paolo Marchini, capo reparto e capo distaccamento dei vigili del fuoco di Fiorenzuola, scomparso a causa di una malattia della quale si è accorto troppo tardi e che lo ha portato via, in due settimane, dal suo lavoro e dalla sua famiglia pochi giorni dopo il suo 57esimo compleanno e a tre anni dalla pensione.

Davanti alla chiesa il picchetto per «rendere onore, ringraziare e lodare Paolo per il servizio e il bene alla nostra comunità». I vigili del fuoco con l’elmetto in testa e la visiera sul viso non nascondevano comunque la tanta commozione, che «non guasta mai in questi casi» - ha detto il parroco don Giovanni Cacchioli - sotto il sole di un pomeriggio di luglio.

Ancora tanti sono increduli, tanti piangono Paolo, l’amico, il vigile del fuoco. Lo piangono i suoi uomini del turno A di Fiorenzuola, la squadra con la quale «era sempre pronto ad intervenire» e che lo ha vegliato, sull’attenti ai piedi dell’altare durante la celebrazione eucaristica. Il parroco nell’omelia ha paragonato la vita e il lavoro del capo reparto Marchini con la lettura delle Beatitudini e «gli otto sentieri: alcuni facili, altri difficili, ma che occorre percorrere per arrivare in cima e nei quali bisogna vivere e morire da pompieri per imparare ad assumerci la propria responsabilità e per fare del bene senza distruggere nulla. Tutti dovremmo essere un po’ vigili del fuoco come Paolo, che ha dato sé stesso per gli altri, per il servizio e noi dobbiamo essere riconoscenti di questo».

L'ultimo saluto al capo reparto dei vigili del fuoco Paolo Marchini ©Leo Trespidi/ilPiacenza

«Un esempio per tutti, chi vuole imparare guarderà quello che hai fatto»

Prima che il feretro venisse trasportato al campo santo per la cremazione il collega Luigi Gazzola e il comandante dei vigili del fuoco di Piacenza, Danilo Pilotti, hanno voluto spendere alcune parole. «Paolo era legato alla famiglia alla quale ci stringiamo e da oltre trent’anni al suo lavoro – è il ricordo letto da Gazzola a nome dei colleghi -. Sempre disponibile, non ha mai detto “non posso”. Era generoso, forte e mai arrogante, sorridente e con la battuta pronta. Paolo era coraggioso, non vanitoso, non un eroe. Era soddisfatto del proprio lavoro e di come lo svolgeva. Ha dato il meglio di sé su tutti gli interventi, preservando la sicurezza della sua squadra che oggi è qui, che lo accompagna e che lo veglia con orgoglio, gratitudine e tristezza. Aveva un elevato senso del dovere e attaccamento alla divisa, portata con onore. Noi lo ricordiamo come esempio da seguire, per essere sempre migliori».

Il comandante Pilotti ha ricordato il «l’ultimo turno in servizio di Paolo Marchini, il 30 giugno». Poi il ricovero in ospedale dal 12 al 25 luglio, quando «ha lasciato un vuoto nella sua famiglia e in quella dei vigili del fuoco. Tutti ricorderanno un amico e un collega sul quale si poteva contare sempre». Hanno presenziato i militi di Anpas, Croce Rossa, Protezione Civile, gli agenti della polizia Stradale e della polizia Locale.

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