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«Quel progetto è uno spreco, con 8 milioni facciamo il ponte nuovo e rettilineo»

La protesta a ponte Lenzino. Pasquali: «Soldi buttati e qualcuno li ruba pure». Castelli: «Il ponte deve rispondere alle esigenze di chi vive qui». Guarnieri: «Anas e Soprintendenza vogliono decidere sopra le nostre teste»

Chi in auto da Piacenza e altre zone per solidarizzare con i disagi di chi vive e lavora qui. Molti in moto in compagnia, altri in bicicletta dopo una lunga pedalata. La maggior parte dai paesi della Valtrebbia. Alla fine erano in trecento a valle di ponte Lenzino a manifestare contro il progetto del ponte definitivo, che prevede un esborso di 21 milioni di euro per ricostruire la pila crollata lo scorso 3 ottobre e il recupero del tracciato già esistente del manufatto ottocentesco. All’appello lanciato dal comitato “Nuovo Ponte Lenzino” e dall’Unione montana hanno risposto in diversi. Una cinquantina armati del clacson delle proprie auto anche dall’altra parte del ponte, a monte, per farsi sentire. «Basta sprechi, la montagna vuole vivere», recita uno striscione sopra il cantiere del provvisorio che tutti vorrebbero veder procedere a passo spedito. 

I sindaci continuano la loro battaglia, condivisa dalla popolazione dell’Alta Valtrebbia. Quel progetto per definitivo non s’ha da fare. «La valle – ha esordito Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio e presidente dell’Unione montana Valtrebbia - ha bisogno di un momento del genere. Non è un incontro contro qualcuno. Ma vogliamo far capire a chi deve decidere – ovvero Anas e Soprintendenza - le ragioni di questa zona. Mi sembra assurdo che nel 2021 un ponte crollato venga ricostruito tale e quale a prima».

Per Pasquali il pomeriggio di oggi deve rappresentare un «momento di riflessione». L’Unione ha preparato un documento che verrà inviato ai ministri Dario Franceschini (Beni culturali) e Enrico Giovannini (infrastrutture), per chiedere un incontro e far capire le motivazioni della protesta. La lettera è stata sottoscritta da tutti i consiglieri regionali piacentini e dai deputati Tommaso Foti (Fd’I) e Pier Luigi Bersani (LeU). «C'è tempo fino a lunedì mattina – ha detto Pasquali, mandando un messaggio agli altri deputati piacentini che mancano all’appello - e poi lo inviamo».

«È ora di raddrizzare la strada sulla 45 - ha insistito il primo cittadino bobbiese da un palco improvvisato, un cassone di un camioncino - tutti si riempiono la bocca sulla montagna ma poi non si investe sulla Statale. Noi amministratori facciamo fatica a chiudere i nostri bilanci comunali e poi si vogliono spendere 21 milioni di euro per un ponte. Io non ci sto: sono soldi buttati e mi azzardo a dire che qualcuno li ruba pure!». Per questo «siamo qui a chiedere ai due ministri di cambiare il modo di gestire gli appalti. Con 8 milioni di euro facciamo un ponte in rettilineo. Anas inizialmente sembrava favorevole, ma poi qualcosa si è messo in mezzo…».

Massimo Castelli è il sindaco di Cerignale, uno dei tre comuni isolati al di là del Lenzino, che è nel territorio di Corte Brugnatella. «La gente dei nostri tre comuni è dall’altra sponda a protestare e farsi sentire, ci sono anche loro a questasindaci Valtrebbia-2 manifestazione». «Chi abita qui – ha poi proseguito nel suo intervento - non ha gli stessi diritti. Il ponte a Lenzino deve rispondere alle esigenze di chi vive qui. La Soprintendenza sostiene che il tracciato migliore sia quello ottocentesco, da tutelare. Ma qua rischiamo di scomparire noi, non gli animali o l’ambiente. La razza umana in montagna sta scomparendo». Per Castelli questa «è una battaglia di tutto il Piacentino», visto che «a Roma non sanno neanche dove cazzo sia ponte Lenzino, dobbiamo farci sentire». Infine, un’altra forma di protesta, tra le più fastidiose. «Facciamo “mail bombing” – è l’ultima trovata di Castelli - nei confronti di questi enti. Tutte le mattine inviamo 500 mail ai due ministeri e alla Soprintendenza in cui ribadiamo le nostre intenzioni».

«Ci riuniamo non contro qualcuno – ha incalzato Tommaso Foti, deputato Fd’I – ma contro qualcosa. Se era così prezioso quel ponte, perché nessuno ha pensato per 30 anni di fare l’adeguata manutenzione? I ruderi di Lenzino che vengano pure conservati. Ma la valle ha bisogno il ponte nuovo. Qua ci sono persone che la pensano politicamente in modo diverso, eppure su questo tema siamo tutti d'accordo. Si sta scegliendo la soluzione più costosa e meno utile».

Erano presenti anche Federico Beccia (Ottone), Piero Rebolini (Zerba), Renato Torre (Coli), I vice Maria Lucia Girometta (Ottone) e Claudia Borre' (Zerba). Anche Mauro Guarnieri, sindaco di Corte Brugnatella, ha voluto dire la sua. «Sono contro chi, sopra le nostre teste, vuole decidere senza prendere in considerazione le nostre opinioni. Questa è gente che non sa neanche dove sia la Valtrebbia». La battaglia, a detta dei sindaci, non finisce qui. La valle vuole rimettere in discussione tutto il progetto e proseguirà nella sua opera di convincimento. 

L'Alta Valtrebbia in protesta a ponte Lenzino - Mulazzi/IlPiacenza

protesta Lenzino-2

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