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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca Calendasco

Tragedia di Calendasco, autopsia sui cadaveri e auto sequestrata

Sarà eseguita nei prossimi giorni l'autopsia sulle salme dei quattro giovani morti nella notte tra il 10 e l'11 gennaio. Sul terreno trovato il segno di una sterzata, forse tentativo estremo di non finire in acqua. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal procuratore Grazia Pradella e dal sostituto procuratore Ornella Chicca

Non è ancora stata fissata ma nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia sulle salme dei quattro giovani che nella notte tra il 10 e l’11 gennaio hanno trovato la morte nelle acque gelide del Trebbia a Calendasco, nei pressi del lago Ponderosa. L’auto sulla quale viaggiavano (una Wolkswagen Golf) e di proprietà della famiglia di uno dei quattro (Costantino Merli) è stata posta sotto sequestro. Prossimamente, come atto dovuto e per permettere di eseguire accertamenti, perizie, analisi e indagini anche probabilmente su celle telefoniche (per capire i movimenti dei giovani), sarà aperto un fascicolo nel quale confluiranno tutti gli elementi raccolti man mano dai carabinieri coordinati dal procuratore Grazia Pradella e dal sostituto procuratore Ornella Chicca, titolari del caso.  

ragazzi morti calendasco trebbbia-2Sul motivo che ha spinto i quattro ragazzi ( Domenico Di Canio (22 anni, Borgonovo), William Pagani (23 anni, Castelsangiovanni), Elisa Bricchi (20 anni, Calendasco), Costantino Merli (23 anni, Guardamiglio, Lodi) ad andare sull’argine e poi imboccare una delle due strade sterrate che confluiscono poi sulla riva scoscesa dalle quale sono precipitati in una notte gelida e nebbiosa, stanno indagando i militari del Nucleo Investigativo guidati dal maggiore Lorenzo Provenzano. I magistrati, con i loro ufficiali di polizia giudiziaria (Toni Galasso e Antonio Torre) e i graduati dell’Arma, sono rimasti sul luogo della tragedia fino a quando l’auto è stata portata a riva e hanno compiuto i rilievi sul terreno: da quanto emerso ci sarebbe impressa una sterzata poco prima del dirupo, come a dimostrare che forse all’ultimo chi guidava si sia accorto di quanto stava per accadere e abbia tentato, invano purtroppo anche per il suolo reso scivoloso dalla nebbia e dal ghiaccio, disperatamente una manovra per non cadere in acqua. Dirupo reso invisibile dalla fitta nebbia.

Elementi non riconducibili ad un tragico incidente al momento non emergono ed è  in questa direzione infatti che gli inquirenti stanno indagando. Sui movimenti precedenti dei ragazzi e di dove abbiano trascorso la serata sono in corso alcuni accertamenti. Come già spiegato i quattro erano stati al locale A21 in via Primo Maggio a Piacenza dove hanno festeggiato il compleanno di uno di loro (William Pagani). A conforto di questo ci sono stories, immagini, video pubblicati dalle vittime sui loro profili social così come conversazione WhatsApp, poi il silenzio che farebbe quindi pensare che la tragedia si sia consumata nella notte, probabilmente verso le 2.30. A chiarire compiutamente le cause del decesso dei quattro saranno gli esami autoptici comprensivi anche degli accertamenti tossicologici. L’auto invece, posta sotto sequestro, sarà periziata. L'allarme è scattato nella mattinata dell'11 gennaio quando un pescatore ha notato luna vettura nell'acqua e ha chiamato il 112, contemporaneamente i genitori dei ragazzi li stavano cercando disperatamente perché nessuno di loro era tornato a casa a dormire. A portare i cadaveri a riva ci hanno pensato i vigili del fuoco che si sono immersi in acqua e hanno raggiunto l'auto che era ribaltata sul tetto. Una volta aperto il baule li hanno poi estratti. 

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