Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Rifondazione: «Il governo umilia i lavoratori pubblici perché vuole tagliare i servizi»

Rifondazione comunista: «Hanno ragioni da vendere i sindacati confederali che manifesteranno a Roma per rivendicare il rinnovo contrattuale di categoria da subito, per avere risorse adeguate nella legge di stabilità, per garantire continuità occupazionale a circa 80mila precari che rischiano il licenziamento nel 2016»

La segreteria provinciale di Rifondazione comunista ha diffuso una nota sulla manifestazione nazionzle per il contratto della pubblica amministrazione: 

«Da oltre 6 anni i lavoratori pubblici sono senza contratto con una perdita salariale annua mediamente pari a un meno 4,1% pro capite; da altrettanto tempo il blocco del turn over ha prodotto una situazione tale per cui è messa in discussione la capacità oggettiva di assicurare i livelli minimi di servizio, come affermano gli studi del Senato della Repubblica. Hanno quindi ragioni da vendere i sindacati confederali che sabato 28 novembre manifesteranno a Roma per rivendicare il rinnovo contrattuale di categoria da subito, per avere risorse adeguate nella legge di stabilità, per garantire continuità occupazionale ai circa 80mila precari che rischiano il licenziamento nel 2016, per dare certezze ai 20mila dipendenti che resteranno ad enti ormai al collasso come le province, per valorizzare il lavoro pubblico quale erogatore di servizio pubblico».
«Molto giusta - continua la nota - anche la scelta di unire alle rivendicazioni più squisitamente sindacali il tema della lotta per la pace e contro il terrorismo.
Rifondazione Comunista è con convinzione dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, per battere una manovra finanziaria che ai ricchi e alle imprese regala il taglio delle tasse, omaggia i mercanti di armi con la spesa di 13 miliardi per l'acquisto di 90 cacciabombardieri e, per contro, taglia risorse alla sanità, alle regioni, agli enti locali e alle società pubbliche, destinando ai dipendenti della P.A. l'elemosina di un aumento contrattuale di 12 euro lordi al mese».
«Il governo Renzi - conclude Rifondazione comunista - non differentemente dai suoi predecessori del calibro di Brunetta, si è distinto per una martellante e falsa campagna contro i dipendenti pubblici rappresentandoli come una massa troppo abbondante e inutile (quando invece nel rapporto lavoratori P.A. ogni 100 abitanti l'Italia con 5,9 è dietro agli 8,5 della Francia e ai 9,2 dell'Inghilterra) con il reale obiettivo di smantellare a favore delle privatizzazioni quel sistema di servizi che sino ad oggi ha garantito ai cittadini il rispetto del diritto alla salute, al trasporto, alla conoscenza, all'assistenza, alla sicurezza. La lotta per il rispetto della dignità dai lavoratori pubblici merita la solidarietà di tutti gli strati sociali oggi vittime della crisi, un torto fatto a uno è un torto fatto tutti». 

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