Scontro Cavanna-Burioni sull’utilizzo della idrossiclorichina per combattere il Covid

Il noto virologo: «Non è efficace, ma addirittura pericolosa». L’oncologo piacentino: «Tra i miei pazienti nessun decesso. I report si stanno moltiplicando, il tempo sarà giudice»

Luigi Cavanna e Roberto Burioni

Da Piacenza si accendono le luci sull’uso dell’idrossiclorochina per combattere il Covid-19. A dare sostegno alle tesi del professor Luigi Cavanna, primario di Oncologia, è sceso in campo il leader della Lega, Matteo Salvini, mentre nei giorni scorsi la deputata leghista Elena Murelli aveva presentato, con altre due colleghe, un’interrogazione alla Camera chiedendo il ripristino di questo farmaco. Contro Cavanna, invece, si era schierato il virologo Roberto Burioni, che aveva replicato a un post, su Facebook, del senatore leghista Armando Siri sull’uso del farmaco. Burioni aveva criticato le ricerche e il metodo sperimentato da Cavanna, che invece era stato citato in modo positivo da Siri.

Salvini aveva pubblicato, integralmente su Facebook, la risposta di Cavanna a Burioni. Il medico piacentino, premiato anche per l’idea, poi realizzata di persona, di portare a casa le cure per chi era positivo al Covid, aveva scritto a Burioni: «… con questo modello curati personalmente a casa oltre 300 malati Covid, dei quali il 30% con forma severe e un altro 30% con forme moderate. Nessun decesso a 30 e a 60 giorni, ricoverati meno del 5%. Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, pienamente d’accordo, è sufficiente andare su PubMed e digitare Cavanna L, sono autore di oltre 250 lavori. Venendo al Covid, nel 2020 sono autore di 4 pubblicazioni: tre di tipo organizzativo, una di tipo clinico di piccola casistica di malati con cancro e Covid in cui la cura “idrossiclorochina-based” è efficace».

Sempre replicando al virologo, il primario di Oncologia aveva sottolineato: «Infine voglio ricordare che i report sull’efficacia di idrossiclorochina si stanno moltiplicando; oltre 8 mila pazienti dal Belgio, oltre 3 mila e 400 dal nostro Paese: riduzione di mortalità di oltre il 30%. Questi sono uomini e donne, non sono esperimenti in vitro». Cavanna aveva concluso con una ripartenza sprint: «Come sempre sarà il tempo il miglior giudice, intanto una riflessione finale: l’Oms ha vietato idrossiclorochina sulla base di uno studio considerato non veritiero e poi ritirato, così i Paesi occidentali sono nelle condizioni che conosciamo, ma la Cina ha inserito la clorochina nelle sue linee guida; perché non si parla più della Cina? Perché il Pil della Cina sta volando, c’è materia di meditazione. L’idrossiclorochina ha due grandi difetti: costa molto poco, con 4-6 euro si curano 2 persone, e poi piace a Trump, ma i medici devono adoperarsi per il bene dei malati, senza mode e senza salire su effimeri carri dei vincitori di turno. Appena esce su PubMed la nostra ricerca già accettata, sarà mia premura diffonderla, così come vi informerò appena spediremo il prossimo lavoro».

Di parere opposto le tesi di Burioni: «Le sperimentazioni cliniche hanno dimostrato non solo che la idrossiclorochina non è efficace, ma che è addirittura pericolosa. Se il Dott. Cavanna ha dati completamente opposti a quelli finora pubblicati estesamente nel New England Journal of Medicine (l’idrossiclorochina peggiora la prognosi, non cura il 99% dei casi), lo inviti a sottoporli con urgenza alla revisione della comunità medica in modo che possano essere condivisi con gli altri medici, in grado di giudicarli, e non con gli utenti Facebook».

Murelli, prima che polemica esplodesse, aveva presentato con le colleghe Laura Cavandoli e Rossana Boldi, un’interrogazione al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Roberto Speranza. Le tre leghiste chiedono di ripristinare l’uso dell’idrossiclorochina, che risulta tuttora sospesa dall’Aia (Agenzia italiana del farmaco). Le tre deputate avevano anche chiesto di riattivare la terapia con il plasma. Entrambe le terapie avevano dati buoni risultati, secondo i medici che le avevano utilizzate. Ma non secondo Burioni, il quale le ha bocciate entrambe scatenando così il botta e risposta tra camici bianchi.

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