Cronaca

Spaccio tra Valtrebbia e città: chiesto il processo per 15 nordafricani

L'operazione del Nucleo operativo dei carabinieri di Bobbio, chiamata Tunus e coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna, aveva portato all'arresto di 16 persone (solo uno un italiano, che ha già patteggiato la pena)

Quindici richieste di rinvio a giudizio per detenzione e spaccio di stupefacenti sono state avanzate dalla procura al gip per 15 nordafricani che avevano allestito un vasto giro di spaccio di cocaina e hascisc che si diramava in tutta la città. L’operazione del Nucleo operativo dei carabinieri di Bobbio, chiamata Tunus e coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna, aveva portato all’arresto di 16 persone (solo uno un italiano, che ha già patteggiato la pena).

Attualmente ci sono otto persone con l’obbligo di firma, 6 latitanti e una in libertà. Dei 15 indagati, 12 sono tunisini, 2 marocchini e un ecuadoriano. Tutti erano residenti in città, ma alcuni di loro non erano nemmeno in regola con i permessi di soggiorno, mentre altri non avevano un lavoro. Nonostante il giro criminale messo in piedi, alcuni sono risultati incensurati. Comunque la gang, guidata da un tunisino di 20 anni, aveva creato un vasto giro di spaccio che poteva contare su numerosi clienti: da studenti, a semplici cittadini, a professionisti e anche a una coppia, marito e moglie, che andavano a comprare la coca insieme.

L’attività dei carabinieri ha permesso di documentare centinaia di episodi di spaccio. Una mole enorme di illegalità che ha portato la procura a contestare ben 68 capi di imputazione: dalla cessione, alla vendita.

Il cuore del business era in centro storico, piazza Cavalli compresa dove lo spaccio avveniva sotto il cavallo del Mochi, uno sfregio all’identità, alla storia e ai simboli della città. Grazie ai militari è stata tolta dalla strada una grande quantità di stupefacenti e di pusher, anche se come aveva dichiarato il procuratore capo Salvatore Cappelleri, nel settembre del 2014, è difficile da arginare questo fiume di polvere bianca «perché a Piacenza il consumo di cocaina sta rischiando di diventare, per diffusione, come quello del tabacco. Nel corso di questa indagine, abbiamo documentato centinaia di episodi di spaccio che riguardano, come acquirenti, piacentini di ogni estrazione sociale, disposti anche a spendere 70 o 80 euro per un grammo».

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