Festa del rugby, il primo grande, grosso, successo 2010

L'edizione del 2010 rimarrà negli annali per il numero spropositato di visitatori presenti ogni sera e per le scelte musicali della direzione artistica. Quest'anno però... c'era qualcosa di diverso: "colpa" dell'ecletticità degli artisti...

Non è passata nemmeno una settimana da quando è calato il sipario sulla festa del rugby e già si sentono i suoi effetti: l'estate è arrivata. E sì, perché da che mondo è mondo l'estate non inizia il 21 giugno, ma con la festa dei Lyons. Così come l'arrivo del Luna Park coincide con un mese di piogge ininterrotte, la festa del rugby dà a tutti la sensazione che la bella stagione sia arrivata e che è l'ora di fare il cambio degli armadi.

Ma il bello di questa manifestazione che quest'anno ha abbracciato due week end , l'ultimo di maggio e il primo di giugno, è il senso di comunità che trasmette a chi vi fa visita. L'edizione del 2010 però penso rimarrà negli annali per il numero spropositato di visitatori presenti ogni sera e per le scelte musicali della direzione artistica. Certo la festa dei Lions è sempre stata gettonatissima, un po' perché è la prima della bella stagione, un po' perchè è in città e quindi raggiungibile facilmente anche da chi non ha la patente o da chi pur avendo la patente preferisce andare a piedi per non perdere "punti". Quest'anno però….c'era qualcosa di diverso. Forse la colpa, se di colpa si vuole parlare, è da imputare ai gruppi che ogni sera hanno calcato il palco allestito sul campo da gioco e che hanno saputo rallegrare per bene gli animi dei presenti.

E' vero che i nomi delle band che suonano sulle feste della birra sono sempre gli stessi e anche ai Lyons non sono mancati, ma non è mancata nemmeno qualche "new entry" divertente: ad esempio gli "Mt Live" l'ultima sera. Una cover band come tante altre che ha però saputo inventare uno stile che li rende unici e spassosissimi. Provare, o meglio guardare e ripeto guardare non ascoltare, per credere. C'è forse però anche un altro elemento che ha giocato a favore della prima festa della birra della stagione. L'elemento novità. I piacentini, ma credo in generale un po' tutti i giovani, amano divertirsi, ma amano anche sperimentare situazioni nuove.

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E sicuramente dopo un inverno trascorso in locali bui, spesso sottoterra, c'è voglia di aria, di spazi aperti ed ampi. E poi forse, perché negarlo, che altri divertimenti abbiamo? Pub? Discoteche? Alternative che sanno un po' di muffa. I locali della provincia sono sempre gli stessi, propongono sempre lo stesso tipo di serata e qualunque innovazione è vista come "il nemico". Forse è per questo che sia al venerdì che al sabato l'età media di chi frequenta le discoteche si è notevolmente abbassato. Chiaro: sono giovani. Per loro è ancora tutto nuovo. Aspettiamo qualche anno e anche le generazioni degli anni Novanta avranno gli stessi pensieri e sperimenteranno lo stesso senso di noia che oggi è vissuta da chi è nato dagli anni Ottanta in giù.

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