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Usava la marijuana per alleviare il dolore, non viene creduta e patteggia

Due arresti dei carabinieri che trovano hascisc e marijuana nelle abitazioni di due romeni. Un 37enne finisce ai domiciliari. Processati entrambi con rito direttissimo

Quella droga le sarebbe servita anche come analgesico, perché lei da tempo è in terapia con farmaci a base di morfina per contrastare il dolore provocato da una grave malattia. Il giudice, però, non le ha creduto e la donna ha patteggiato, tornando a casa perché la pena le è stata sospesa.

E’ questa la conclusione di uno dei due processi con rito direttissimo che si sono svolti il 14 agosto, dopo che due persone erano state arrestate dai carabinieri di Castelsangiovanni e della stazione Piacenza principale in due case di Piacenza facendo venire a galla un bel po’ di “fumo”. In manette sono finiti una 46enne di origine romena e un connazionale di 37 anni. Anche l’uomo è tornato a casa, ma per lui il processo continuerà in autunno, perché il suo difensore ha chiesto di rinviarlo.

I militari, impegnati in una operazione antidroga, nell’abitazione della donna hanno trovato, nel comodino della camera da letto, due panetti di hashish del peso complessivo di 150 grammi, mentre sulla credenza del soggiorno una busta di cellophane che conteneva 16 grammi di marijuana, oltre ad un coltello a serramanico, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 1.400 euro in contanti, probabile provento di spaccio. A casa del 37enne invece, in un pouf dell’ingresso, sono stati trovati due involucri che contenevano in totale 90 grammi di marijuana. Lo stupefacente e il materiale sono stati sequestrati. I due sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La donna è stata trattenuta presso la camera di sicurezza di via Beverora, mentre il giovane condotto presso la sua abitazione agli arresti domiciliari.

I romeni sono stati processati per direttissima davanti al giudice Stefano Brusati, pm Monica Bubba. L’uomo, difeso dall’avvocato Elena Concarotti, avrebbe affermato che la marijuana era per uso personale. L’avvocato ha chiesto tempo per preparare il processo e il giudice ha disposto per lui gli arresti domiciliari.

La donna, invece, assistita dall’avvocato Valter Vernetti (Foro dei Pavia) ha deciso di patteggiare la pena di un anno, 6 mesi e 4mila euro di multa. Lei stessa avrebbe affermato che quello stupefacente era per uso personale, finalizzato ad alleviare il dolore causato da una malattia. La difesa ha spiegato che la donna è in cura al Sert, dove segue un percorso per allontanarsi dalla droga.

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