Vicenda Reggi: Sgarbi condannato per diffamazione aggravata

Condannato il critico d'arte: nel 2005, durante una trasmissione televisiva, aveva pesantemente insultato il sindaco di Piacenza, Reggi. Quattro anni per il processo, ieri il verdetto. Chiesto dall'Avvocatura comunale un risarcimento di 100mila euro

Al termine di una lunga e combattuta battaglia legale, il Tribunale di Monza in composizione monocratica ha condannato ieri Vittorio Sgarbi per il reato di diffamazione aggravata nei confronti del sindaco Roberto Reggi e dell’Amministrazione comunale di Piacenza.

A fronte della richiesta formulata in sede di requisitoria dal Pubblico Ministero per la condanna dell’imputato a 4 mesi, il Giudice ha condannato il critico d’arte a 6 mesi.

La pena detentiva è stata sostituita, come prevede la legge, in pena pecuniaria, in seguito all’applicazione dell’indulto. Inoltre, il Giudice ha stabilito che Vittorio Sgarbi dovrà risarcire i danni cagionati alle due parti civili, Roberto Reggi e Comune di Piacenza: danni che saranno quantificati e liquidati dal Giudice Civile.
  La pena detentiva è stata tramutata in sanzione pecuniaria come prevede la legge  

Infine, in via immediata, l’imputato è stato condannato al pagamento di una provvisionale, provvisoriamente esecutiva, di 10.000 euro a favore del Comune di Piacenza, oltre al pagamento delle spese processuali, liquidate per ciascuna delle parti in 3.000 euro pro capite, oltre al pagamento dell’IVA, CPA e delle spese.

La vicenda prende il via da dichiarazioni rilasciate da Sgarbi il 23 settembre 2005, durante una trasmissione radiofonica “No partner, no problem” condotta da Charlie Gnocchi sull’emittente nazionale Rtl 102.5. Il critico d'arte ha pesantemente insultato Reggi.

A fronte degli insulti ricevuti,  il sindaco ha querelato Vittorio Sgarbi. Il processo è durato quasi quattro anni. Il sindaco e il consigliere comunale Giorgio Cisini sono stati ascoltati come testi in giudizio, mentre il critico d’arte non si è mai presentato.
  Palazzo Mercanti ha chiesto 100mila euro di risarcimento  

Il Sindaco, costituitosi personalmente come parte lesa, era rappresentato dall’avvocato Paolo Fiori, mentre il Comune di Piacenza era rappresentato dall’avvocato Elena Vezzulli, dirigente dell’Avvocatura Comunale. Entrambi i legali hanno formulato richiesta di risarcimento di 50.000 euro ciascuno, per i danni subiti dal sindaco personalmente ed all’immagine della città divenuta suo malgrado famosa per le esternazioni di Vittorio Sgarbi.

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