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Giuseppe Romagnoli

Giuseppe Romagnoli

“Vino al vino” di Romagnoli, un contributo alla storia e alla cultura enoica

E’ stato presentato alla Libreria Postumia il libro di Giuseppe Romagnoli “Vino al vino - proverbi - tradizioni - enologia”, volume edito da ALMA-Plan, un testo che balza subito all’occhio per la grafica e le illustrazioni particolarmente curate

E’ stato presentato alla Libreria Postumia il libro di Giuseppe Romagnoli “Vino al vino - proverbi - tradizioni - enologia”, volume edito da ALMA-Plan, un testo che balza subito all’occhio per la grafica e le illustrazioni particolarmente curate. “L’abito spesso non fa il monaco”, ma in questo caso la copertina è come un cappotto elegante e caldo, che avvolge scrittura e argomenti capaci di suscitare delizia già dalla prefazione di Andrea Sinigalia: “I proverbi non si sa chi li abbia scritti, non si sa quando, ma piace dare loro credito; garbano perché cristallizzano in modo semplice e icastico sapienze la cui spiegazione dovrebbe consumare preziose parole in congetture. Loro invece sono diretti, ritmati, mnemonici”. Il piacere della lettura trova piena conferma nelle 208 pagine dai capitoli rivelatori quali, per citarne alcuni: Miti e pratiche vitivinicole, l'Amore, le Nozze e l'Amicizia, Enologia e calendario, Vino e salute, Protettori della vite e del vino, Osterie e osterie storiche.Vino al Vino di Romagnoli-2 

“Vino al vino” ovvero l’anima del nettare che unisce, fa condividere passioni, amicizia, accompagna il cibo e la vita dell’uomo dall’antichità. Romagnoli, guru di agricoltura e agro- alimentare, ha spiegato di aver voluto raccontare le curiosità del vino, come la saggezza popolare abbia codificato nei secoli tempi e “liturgia” dei processi enologici, affidando all’amico enologo Paolo Nuvolati, la sfida di verificare se c’era una corrispondenza scientifica tra i proverbi e il vino.

Ed, in effetti, la tradizione popolare ha un solido riscontro scientifico. Hanno condiviso con l’autore il piacere della presentazione, il presidente del Consorzio vini Doc Roberto Miravalle e il dott. Carlo Giarelli. Miravalle ha rilevato come il libro, scritto con la professionalità propria del bravo insegnante unita alla vivacità del giornalista, arrechiun contributo importante alla storia e alla cultura del vino.  Dietro all’enologia ci sono persone e territori. E’ la ricchezza dell’Italia, grazie alle tantissime differenze produttive. Anche il dottor Carlo Giarelli ha rilevato la spigliatezza della scrittura di Romagnoli: ”il vino – ha sostenuto - regala ai bevitori ed ai cultori gioia, ebbrezza, illusione o disillusione; Paradiso e Inferno, in funzione dell’uso corretto o smodato. Il vino deve essere, infatti, consumato nella giusta misura: in linea esemplificativa tre bicchieri al giorno per persone non affette da patologie che ne limitano o precludono il consumo.

Giuseppe Romagnoli-3

“IL RISCATTO DELL’OSTERIA”

Per gentile concessione dell’autore “seduciamo” il lettore con questa pagina:

Il tema dell'osteria è spesso soggiaciuto, nei secoli, a lode o diffamazione: emblema di spontanea e corale giocosità popolare, luogo di vituperio e crassa ubriacatura, veicolo per diffondere il consumo del buon vino ecc.. Pareri spesso discordi, con giudizi prevalentemente negativi; tetri locali pieni di fumo e di odori vinosi, frequentato da gente di animo basso, stimolo alla cattiva educazione e talora al reato. Occorreva invece ridare all'osteria la sua funzione di luogo gaio e luminoso, ove tutti, nessuno escluso, potessero andare liberamente per gustare, in un ambiente genuino, i tesori enologici dell'Italia, che i normali bar non potranno mai offrire.

Così, pur con esaltazioni e abbandoni, le osterie, almeno le poche che sono rimaste, hanno ritrovato una loro ragion d'essere di carattere eno-gastronornico, luogo di culto, a volte un po' snob, della cultura popolare, quell’humus che "gratta gratta" c'è in ognuno di noi, anche se qualcuno, reputa più dignitoso nasconderlo. Così l'osteria ha riscattato la propria immagine e in molte città è tornata a essere un importante luogo di aggregazione dove trascorrere, in serenità, qualche ora al termine di una lunga giornata di lavoro. E senza computer... 

2015-12-04 18.28.34-2

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