Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Zingaretti indagato a Roma per la nomina della “piacentina” Giuliana Bensa

L’attuale direttrice amministrativa dell’Ausl piacentina è al centro dell’inchiesta della Procura di Roma, che ipotizza il reato di abuso di ufficio per i vertici della Regione Lazio. Secondo l'accusa non aveva i requisiti per la direzione amministrativa del policlinico Umberto I

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, sono indagati dalla Procura di Roma in relazione alla vicenda delle nomine nelle Asl, avvenute nel 2019. Nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, che nasce da un esposto presentato da Fratelli d'Italia, sono coinvolte altre 7 persone e si ipotizza il reato di abuso d'ufficio. Al centro dell’inchiesta c’è la nomina dell’ex dirigente amministrativa del policlinico Umberto I, Giuliana Bensa, dal luglio scorso poi diventata direttrice amministrativa – lo stesso incarico - all’Ausl di Piacenza.

Bensa, indagata insieme ad altre otto persone tra le quali Zingaretti e D'Amato, sarebbe stata nominata ai vertici dell’Umberto I senza averne i requisiti. In particolare quelli che riguardano i cinque anni di esperienza da dirigente in strutture sanitarie pubbliche o private. Un requisito che successivamente sarebbe stato sanato dalla Regione, attraverso una determina della Direzione Salute che prevedeva una platea più ampia.

LA VICENDA

Fra gli indagati figurano anche Andrea Tardiola, segretario della giunta della Regione Lazio, Renato Botti, all'epoca dei fatti responsabile della direzione della Salute della Regione Lazio e Vincenzo Panella, direttore generale dell'Umberto I. Sulla vicenda il 12 agosto 2019 Antonio Aurigemma, consigliere regionale Fdi, aveva presentato un'interrogazione. Il gip di Roma, saputa l'ipotesi di reato, ha disposto una proroga delle indagini su richiesta della Procura in merito alla vicenda delle nomine nelle Asl, avvenute nel 2019 che vede indagati fra gli altri il presidente Zingaretti e l'assessore D'Amato.

La Regione Lazio esprime la propria posizione in una nota: «In merito all’indagine, aperta a seguito di un esposto del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Aurigemma, che riguarda  il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e dei funzionari regionali sui requisiti di idoneità per le direzioni amministrative, l’amministrazione regionale, convinta di aver operato nel rispetto della normativa vigente, esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura certa che chiarirà la vicenda in tutti i suoi aspetti».

Una vicenda sulla quale il pressing di Fratelli d'Italia si è spostato anche sul Movimento 5 Stelle: «Il ragionamento del Movimento 5 Stelle sia simmetrico, se non si governa con Cesa perché indagato, allora il pensiero valga anche per Zingaretti, segretario del PD e presidente della Regione Lazio indagato per abuso d'ufficio. Fermo restando il nostro garantismo, per cui indagato non significa condannato, per coerenza i grillini dovrebbero sciogliere l'alleanza con il Pd e andare al voto, restituendo la voce agli italiani e dando finalmente alla Nazione un governo coeso e autorevole», si legge in una nota di Federico Mollicone e Fabrizio Ghera, rispettivamente deputato eletto nella circoscrizione Lazio 1 e capogruppo di Fd’I in Regione Lazio. Sul caso è intervenuta anche la Regione Lazio: «In merito all’indagine, aperta a seguito di un esposto del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Aurigemma, che riguarda  il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e dei funzionari regionali sui requisiti di idoneità per le direzioni amministrative, l’amministrazione regionale, convinta di aver operato nel rispetto della normativa vigente, esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura certa che chiarirà la vicenda in tutti i suoi aspetti».

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