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Fotoservizio di Carlo Mistraletti

Fotoservizio di Carlo Mistraletti

Al via il festival Cultura e Libertà. Tra i relatori anche l'economista internazionale con radici piacentine

A Palazzo Galli già in campo grandi nomi italiani e stranieri. Tra loro George Selgin, economista i cui genitori si sono sposati a Piacenza

La prima della due intense giornate del Festival della Cultura e della Libertà organizzato a Palazzo Galli della Banca di Piacenza, dal quotidiano Il Foglio, da Confedilizia e dall'Associazione Liberali Piacentini, in collaborazione con Students for Liberty e con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, è stata aperta dalla introduzione dell’avvocato Corrado Sforza Fogliani che ha evidenziato come la manifestazione sia giunta in porto grazie all’impegno di un gruppo di persone, prevalentemente giovani, che hanno saputo costruire un programma fitto di temi e di qualificati interventi di docenti, giornalisti e studiosi del liberalismo che auspica uno Stato non invasivo, garantito da un nuovo ordine politico.  

Mauro Molinaroli, ha moderato la prima sessione aperta da Alberto Mingardi, laurea in scienze politiche all'Università di Pavia, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, editorialista de La Stampa e del domenicale del Corriere della Sera, che ha ricordato Sergio Ricossa, professore di Economia a Torino, collaboratore de La Stampa e del Giornale di Montanelli, evidenziandone la figura di “vero maestro”: «Un pensatore eccezionale dalla prosa così chiara che il lettore finisce un suo articolo, chiude un suo libro, avendo capito tutto, ma proprio tutto; questo avveniva quando i giornali, per usare un eufemismo, avevano qualche lettore in più. I suoi volumi sono interessanti per la preveggenza su quanto sarebbe accaduto nei decenni successivi a livello di economia mondiale. Tra i suoi interessi il tentativo si smascherare le paure dettate dall’ipocrisia ed evidenziare lo strepitoso balzo in avanti prodotto dalla rivoluzione industriale per la popolazione in generale e per chi sta più in basso nella piramide sociale».

Francesco Forte, economista, professore emerito dell’Università la Sapienza di Roma, ha evidenziato l’attualità del pensiero di Luigi Einaudi calandolo nei problemi politico-economici del presente e presentando uno studio accompagnato da una serie di tabelle comparative riguardanti il rapporto Pil e imposte sulla proprietà immobiliare in ambito Eurozona, che con la scientificità dei numeri dimostra l’attualità del pensiero di Einaudi: in particolare «La tassazione del risparmio è dannosa all’economia e in particolare la tassazione della proprietà immobiliare è dannosa all’economia tanto più quando si aggiunge alla tassazione del reddito e quando riguarda un risparmio che è un fattore produttivo come quello degli immobili impiegati nella produzione di beni e servizi». 

Terzo protagonista della sessione di apertura del Festival una autorevole voce d'oltre Atlantico: George Selgin. Personalità di spicco nel panorama degli studi finanziari; è direttore del Center for Monetary and Financial Alternative del Cato Institute, istituto indipendente da forze politiche che si occupa di analisi nei settori che vanno dalla politica sociale e professore emerito di Economia presso l'Università, il quale ha esposto le sue tesi in materia di denazionalizzazione della moneta e di libera scelta tra valute in concorrenza. In particolare Selgin, attraverso la traduzione della dott. Dossena, ha raccontato gli scenari che hanno accompagnato la costituzione della Fed, la Banca Centrale Americana, illustrando la sua tesi secondo la quale molti problemi valutari nascono dalle monopolizzazioni statali del sistema monetario. Ha inoltre approfondito le origini della Federal Reserve, concludendo che questa non fu la soluzione razionale alle attese: «Un’istituzione che avesse il compito di prevenire e contenere eventuali crisi finanziarie, ma un compromesso tra i differenti interessi che caratterizzavano i primi decenni del 1900».

Il prof . Selgin si è detto particolarmente felice della possibilità di parlare al convegno di Palazzo Galli, perché proprio a Piacenza hanno vissuto i suoi genitori e lui stesso per alcuni anni.
La mamma Giuseppa Antonia ("Pinuccia") De Poli, era nata a Tripoli nel 1928, ma all’inizio della seconda guerra mondiale era tornata in Italia e dopo qualche tempo si era stabilita a Piacenza: «In un grande palazzo a est di piazza Cavalli, di cui ho dimenticato il nome della strada. Con la famiglia ha vissuto lì fino a metà anni Cinquanta quando ha conosciuto mio padre, Paolo Senigaglia, nato a Milano nel 1912 che da tempo viveva negli Stati Uniti dove aveva cambiato il suo nome in Selgin. Si sono sposati a Piacenza nella chiesa di San Giovanni in Canale e sono partiti per l’America.  Vivevano a Bethesda nel Maryland. Quando io e mio fratello siamo nati quasi 60 anni fa. Mia mamma, ora ha 88 anni sta bene e vive nel Connecticut».

Selgin è stato una prima volta a Piacenza con la mamma nel 1967: «Ho amato – ci dice - i bei cortili che si potevano scrutare dalla strada, alcuni dei quali sembravano presentare panorami di campagna, grazie ad un albero di salice ben piazzato o un intelligente trompe l'oile. Anche “il 900”, una meravigliosa gelateria. C'era un pappagallo verde in un negozio in piazza Duomo al quale ero molto affezionato. Beh, avevamo 10 anni, io e mio fratello; così queste cose ci interessavano molto di più di architettura o di musei».

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