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Claudio Bressanutti

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Coldiretti, Bressanutti: «Distretto del Pomodoro fondamentale per tutta la filiera»

Il direttore Claudio Bressanutti sottolinea gli obiettivi che l’associazione agricola piacentina intende perseguire per l’anno appena iniziato

«Proseguiremo con forza a livello regionale un’effettiva costituzione dei Distretti del cibo per dare un valore aggiunto ai nostri prodotti di qualità e soprattutto un peso ed un ruolo diverso agli imprenditori agricoli all’interno della filiera. Per Piacenza sarà fondamentale la creazione del Distretto del pomodoro come strumento essenziale di sviluppo territoriale. La programmazione di filiera, che come Coldiretti abbiamo sempre appoggiato, sta dando i suoi frutti, ma in prospettiva non sarà sufficiente. Servono infatti strumenti organici in grado di legare la filiera ed il territorio e il distretto del pomodoro lo è. Non dobbiamo dimenticarci la vendita diretta e gli agriturismi: è imminente l’apertura nel centro di Piacenza di uno spazio per Campagna Amica dove i cittadini avranno la possibilità di acquisto diretto dei prodotti del nostro sistema agroalimentare, di parlare direttamente con i produttori ed anche gustare le specialità che i nostri agriturismi sono in grado di proporre nelle strutture sparse per il territorio, rafforzando sempre più quel “patto con il consumatore” che rappresenta da anni una delle strategie di immagine portata avanti da Coldiretti».

Esordisce così il direttore Claudio Bressanutti per sottolineare gli obiettivi che l’associazione agricola piacentina intende perseguire per l’anno appena iniziato, pandemia permettendo «che ci ha insegnato- commenta- quanto sia fondamentale il ruolo dell’agricoltura e delle produzioni del territorio che significano qualità, sicurezza, freschezza, prerogative però di cui ha beneficiato soprattutto la G.D. O più che i produttori stessi. E’ per questo che la vendita diretta attuata attraverso Campagna amica cerca di porre in essere un diverso equilibrio all’interno della filiera, una “cartina di tornasole” dei prodotti, dal seme allo scaffale, assicurata dalla presenza dei produttori stessi. Ecco perché- soggiunge Bressanutti- puntiamo con determinazione anche sui Distretti del cibo che significano promozione, sviluppo del territorio e l’integrazione di attività caratterizzate dalla prossimità; vuol dire garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari nella consapevolezza- soggiunge- che l’agricoltura e l’agroalimentare, come è stato dimostrato dall’emergenza relativa al Covid 19, sono motori di idee, progetti, nuovi posti di lavoro. Il Distretto del Pomodoro specificatamente ridarà all’agricoltura piacentina quel posto che merita e gli spetta come cardine e motore economico di tutta la comunità. Il comparto agroalimentare ha dimostrato il suo ruolo strategico investendo sull’economia circolare, sulla ricerca e sulla collaborazione tra agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione e istituzioni. Coldiretti è stata, e lo sarà sempre, protagonista attiva di questo sviluppo».

Trattando di alcuni settori “strategici” per la nostra economia, il direttore di Coldiretti Piacenza ricorda che per il pomodoro «con la determinazione di Coldiretti, tramite le O.P, finalmente è avvenuta una adeguata programmazione che ha consentito di far collimare gli interessi dei produttori e dell’industria di trasformazione, una pianificazione che deve essere confermata per la prossima campagna, caratterizzata da un mercato dinamico e recettivo. Anche in questo contesto il Distretto del pomodoro servirà a valorizzare un prodotto “principe” del nostro territorio».

Per quanto riguarda invece il latte ed i formaggi «si assiste- precisa- all’assurda situazione in cui sale il prezzo del formaggio e scende quello della materia prima; questo la dice lunga sulle distorsioni della filiera. In un momento difficile per l’economia e l’occupazione- ribadisce Bressanutti- bisogna intervenire per impedire che il latte venga sottopagato; lo si può fare difendendo il prodotto italiano che, con l’emergenza della pandemia,è soggetto alle speculazioni. Coldiretti- ricorda- ha più volte denunciato le assurde richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori da parte di chi cerca di sfruttare il proprio potere contrattuale per un prodotto la cui produzione non può essere fermata nelle stalle. Tutto ciò è in palese contrasto con le norme del Piano Produttivo sull’obbligo di un’equa correlazione tra prezzo del latte pagato alla stalla e valore del formaggio».

«Noi non ci stancheremo mai di difendere il prodotto italiano, con progetti di filiera che devono valere anche per mais e cereali e le altre commodities. Dobbiamo fare in modo che l’agricoltura, non solo piacentina, non cada in mano alle multinazionali che tendono a monopolizzare il settore lasciando agli agricoltori briciole di reddito. Analogo discorso vale per tutti i settori. In venti anni Coldiretti ha saputo creare le aspettative e la domanda del prodotto italiano: ora dobbiamo strutturare l’offerta e ridurre i costi. Per questo servono progetti di ampia valenza e portata, che sappiano abbinare la tradizione dei nostri prodotti all’innovazione e alle opportunità che ci offre la tecnologia in campo agricolo. Nessuno si salva da solo. Insomma- conclude Bressanutti- anche qui siamo come sempre al fianco dei produttori per difendere il loro lavoro e la qualità dei prodotti e per dare loro una giusta rilevanza all’interno della filiera. Lo si fa difendendo e valorizzando i prodotti del territorio».

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