«De Micheli si schieri per l’abrogazione degli artt. 28, 29, 30 del DDL sulla Concorrenza»

Marco Mazzoli, professore piacentino di Politica Economica all'Università di Genova, scrive una lettera aperta al Sottosegretario all'Economia Paola De Micheli: «Difendiamo la legalità, tutto il resto è noia»

Il professor Marco Mazzoli

On. Paola De Micheli, è Lei solita intervenire frequentemente e con passione sui media della Sua città, a difesa delle scelte del Suo partito e per questo ho pensato di rivolgerLe questo appello pubblico, sotto forma di lettera aperta. Spero che questa volta intervenga, sul DDL Concorrenza, un provvedimento che riguarda da vicino il Suo attuale incarico governativo. Dopo il parere negativo della Commissione Giustizia della Camera sugli artt. 28 e 29, dopo le posizioni fortemente critiche sugli artt. 28, 29, 30 espresse dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Tesauro, spero che anche Lei si esprima per l’abrogazione degli artt. 28, 29, 30 del DDL sulla Concorrenza. 
Il DDL è stato approvato dal Governo il 20 febbraio 2015, facendo seguito ai suggerimenti normativi dell’Antitrust, ma il contenuto degli artt. 28, 29 e 30, oltre a non essere assolutamente presente nelle osservazioni dell’Antitrust, ha delle conseguenze molto preoccupanti e negative dal punto di vista della tutela della legalità e della lotta alla criminalità. E’ introdotta la possibilità di vendere unità immobiliari non abitative di valore catastale inferiore a centomila euro (in generale di valore di mercato enormemente superiore) senza i controlli di legalità del pubblico ufficiale notaio e con una semplice scrittura privata autenticata da un avvocato, che non è tenuto ad effettuare accertamenti preventivi. Il rischio è che siano immessi sul mercato immobili abusivi, soggetti ad ipoteche, vincoli ambientali e artistici. Se l’art. 28 entrerà in vigore, è ovvio che le transazioni riguardanti immobili di valore catastale molto superiore a centomila euro potranno essere suddivise in diverse tranches, in modo da evitare l’intervento e i controlli del notaio per ogni tipo di transazione immobiliare. Questo offrirà enormi spazi di manovra a chi opera nell’illegalità.

A questo proposito, è importante ricordare che il Rapporto Annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria diffuso nel maggio 2014 dalla Banca d’Italia, mostra che il 92% delle segnalazioni sull’attività di riciclaggio effettuate da professionisti proviene dai pubblici ufficiali notai. Come se non bastasse, il contenzioso sugli atti di compravendita immobiliare riguarda in Italia solo lo 0,0029% delle transazioni immobiliari, mentre è pari a quasi il 20% delle transazioni immobiliari negli Stati Uniti, dove non esiste il controllo di legalità degli atti notarili di tipo di tipo europeo. Questo causerà un forte aumento di processi. Su 581.000 transazioni immobiliari non abitative, se anche solo il 5% di esse (contro il 20% degli Stati Uniti, in cui non esiste il pubblico ufficiale notaio) darà origine a contenzioso giudiziario, questo significherà 25.000 nuovi processi civili all’anno!

L’art, 29 prevede che le società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) possano essere costituite con semplice scrittura privata (in plateale contrasto con la normativa europea, che prevede la costituzione di società sempre con atto pubblico) e il collegato art. 30 prevede la possibilità di trasferire quote sociali e costituire diritti sulle SRLS. L’allarmante gravità del contenuto dell’art. 30 attiene al fatto che, senza alcun controllo da parte del pubblico ufficiale notarile, potrebbero essere trasferiti valori ingentissimi rappresentati dalle partecipazioni in società di enorme valore patrimoniale, investito tanto in immobili quanto in titoli o partecipazioni in altre società.
Il trasferimento delle quote societarie, non per caso, fu sottoposto a controllo notarile nel 1993 dalla "Legge Mancino", per fronteggiare l'emergenza rappresentata dall'utilizzo di questo strumento da parte delle organizzazioni mafiose. 

E’ auspicabile che le forti critiche al DDL espresse da giuristi e associazioni di tutela dei consumatori non cadano nel vuoto e che non cada nel vuoto anche la difesa della legalità. Sottosegretario De Micheli, prenda posizione: si schieri per l’abrogazione degli artt. 28, 29 e 30 del DDL sulla concorrenza! Difendiamo la legalità. Tutto il resto è noia.
Marco Mazzoli
Professore di Politica Economica – Università di Genova

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