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Inflazione a Piacenza: continua la corsa dei generi alimentari

Nonostante la media dell’indice dei prezzi al consumo, rispetto novembre 2008, non abbia segnalato significativi aumenti, non si ferma la salita dei prodotti alimentari. Salgono l’acqua (+9%) e i viaggi aerei europei (+14,6%). Scende la verde (-8%), "ma nonostante la diminuzione del petrolio ci sono aumenti ingiustificati", ammonisce Busca (Cisl)

Variazione congiunturale nulla. Ovvero, rispetto il mese scorso, a Piacenza, l’indice dei prezzi al consumo non ho fatto segnalare aumenti. Parrebbe proprio che il gelo feroce abbia, finalmente, ibernato anche i listini dilatati. Parrebbe. Ma a scavare sotto la crosta del rassicurante 0% si scopre che, in realtà, i salassi per le famiglie piacentine – e italiane – continuano. Senza badare a feste varie.

Questi sono gli spunti delle rilevazioni mensili presentate, questa mattina, dall’Ufficio statistica del Comune. Intanto, la variazione tendenziale – ovvero rispetto allo stesso mese, dicembre, del 2007 – è del +2,2%: dato in linea con la media nazionale, certo, ma preoccupante. E preoccupa la corsa all’infinito dei prodotti alimentari. Panettieri e fruttivendoli come orefici. Sembra un ardito ossimoro, ma i grafici segnalano, impietosi, continui aumenti.

Crescono rispetto a novembre 2008 la pasta all’uovo (+2%), i sedani (+6,4%), i sughi pronti (+2,9%), il pesce fresco d’acqua dolce (+3,8%). Ciò si unisce all’inflazione per l’intera collettività nazionale rispetto al dicembre 2007: il prezzo della pasta è lievitato a dismisura (+22,7%), così i cereali (+18,9%), il latte (+7,3%), il burro (+12%), l’olio di semi (+17,4%).
I generi alimentari sono sempre più cari, così come il turismo, che invece di incentivare i viaggi alza i prezzi

Rispetto al novembre appena passato, a ponderare e abbassare la media del paniere ci pensano i trasporti (-1,1%) e i servizi sanitari e le spese per la salute (-0,1%). Commenta Sandro Busca, della Cisl: «Nonostante il petrolio sia sceso, si sarebbe dovuta registrare una riduzione di alcuni prodotti, che invece non c’è stata. I generi alimentari sono sempre più cari, così come il turismo, che invece di incentivare i viaggi alza i prezzi. Si va davvero contro le leggi del mercato: cala la domanda, e i prezzi salgono».

L’assessore comunale all’Innovazione Katia Tarasconi, poi, ha segnalato come «a soffrire maggiormente siano i pensionati», per i quali anche un euro in più per il pane e il prosciutto può tramutarsi in una mazzata tremenda. Ettore Bensi (Cisl), infine, si aspetta azioni più incisive da parte di Mister Prezzi.
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