La filiera agro-alimentare a convegno sulla volatilità dei prezzi e la Gestione del rischio

Gestione del rischio nella filiera agro-alimentare: bene le polizze indicizzate, aggregare e fare politiche di filiera, ma soprattutto va snellita la burocrazia

Oggi il comparto agro-alimentare ha a disposizione alcuni validi strumenti assicurativi per contrastare la volatilità dei prezzi e per gestire i rischi (clima, mercati globalizzati, accesso al credito ecc), ma è indispensabile che si crei una nuova cultura d’impresa e soprattutto si deve funzionare il sistema informatico che consenta tempi burocratici meno caotici e prolungati. Ed in più è necessario aggregare e fare politiche di filiera, soprattutto in vista di un futuro dove l’export sarà fondamentale.

In vista della 6° conferenza dell’Associazione italiana di Economia agraria ed applicata che sarà dedicata ad “Economia e politica delle migrazioni: implicazioni per l'agricoltura e per la produzione agroalimentare”, si è svolta presso l’aula “Piana” della Cattolica di Piacenza, un pre- convegno sulla volatilità dei prezzi e la Gestione del rischio nella filiera agro-alimentare. Dopo l’introduzione di Paolo Sckockai, ha preso la parola l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli che ha sottolineato quali siano i nuovi scenari conseguenti alle drastiche variazioni climatiche che contraddistinguono la nostra agricoltura in questi ultimi anni. “Siccità, nuove fitopatie, volatilità dei prezzi sono tutti pericoli che oggi vanno affrontanti con nuove politiche di impresa. Bene- ha detto- la programmazione delle produzioni Dop mentre l’Omnibus (ovvero la rivisitazione della Pac 2014-2020 con un unico maxi-regolamento) prevede strumenti di stabilizzazione del reddito per taluni settori, Inoltre abbassa la soglia del danno per il reddito dal 30 al 20% che consente di semplificare calcoli prima troppo complessi. Ma è necessario- ha ribadito- stimolare in un’ottica comunitaria, una cultura assicurativa e del rischio”.

“In altri stati come in Danimarca- ha spiegato Adamo Uboldi della Commissione europea DG Agri, ci sono piani di copertura del rischio a lungo termine che consentono di affrontare meglio crisi di mercato, di prezzo, eventi meteorologici ed anche politici; si pensi al blocco di export verso la Russia o al mercato globale dove si accentua la volatilità dei prezzi. Anche episodi “locali” possono oggi influenzare i mercati. Per il latte- ha detto- sembra si stia andando verso una stabilizzazione dei mercati. Per la nuova Pac ci si attende un calo del budget ed una ridistribuzione tra diversi settori”

Per Camillo Zaccarini di Ismea i diversi fattori di rischio sono sovente interconnessi e per questo contano le scelte aziendali. “Ma la crescita culturale del sistema è ancora lento; solo il 10% delle imprese assicura il 20% della PLV. Oggi si stanno muovendo i primi passi verso le polizze indicizzate, ma il PSR ha ancora una disciplina troppo complicata. Il sistema informatico è troppo farraginoso  ed occorre snellire le procedure. Prima di scegliere la polizza è necessario effettuare un’analisi della tipologia di azienda. Inoltre oggi è necessaria una copertura europea per tutte le catastrofi”. E’ seguita la tavola rotonda coordinata da Gabriele Canali della Cattolica. Il primo intervento è stato quello di Albano Agabiti presidente nazionale di Condifesa che ha precisato come il mercato sia salito da 2 a otto miliardi. “C’è un diverso approccio degli agricoltori ad usare le polizze ma tutto è impantanato da un sistema informatico che non funziona. Per questo prima di tutto vanno risolti i problemi applicativi”.

Per Marco Carinaletti direttore generale Cattolica Assicurazioni “si devono offrire alle imprese forti servizi a tecnologia avanzata e supporti di copertura di tipo catastrofale; il fondo statale è tuttavia ancora carente. Va comunque cambiato l’approccio al rischio per affrontarlo in modo più consapevole. Bene le polizze Index (prodotti assicurativi vita a contenuto finanziario, le cui prestazioni sono collegate all'andamento di un valore di riferimento, come ad esempio un paniere di titoli, indici azionari, inflazione, valute) ma è necessario stare attenti alle loro specificità”. “Paradossalmente- ha chiarito Emanuele Fontana responsabile servizio Agri Agro Credit Agricole, la farraginosità del sistema è un businnes perché interveniamo sugli anticipi. E’ necessaria una maggiore collaborazione tra assicurazioni e istituti di credito, come è importante procedere sempre con cautela e consapevolezza dei rischi”.

Infine Pierluigi Romiti direttore di Fed-Agri Confcooperative. “Il problema è politico. Ci sono tanti strumenti, ma se poi non funziona il sistema informatico…Anche la Pac procede con enormi ritardi e quando si applica è già vecchia per i mercati”. Trattando del latte ha ribadito che quello italiano “non è una commodity e per questo l’assicurazione dovrebbe comprendere le esigenze degli allevatori perché il 70% va a Dop ed il futuro è l’export. Dunque è necessario aggregare e fare politiche di filiera. Anche la gestione del rischio dovrebbe essere indirizzata ad aiutare le imprese a crescere con dimensioni ottimali. La Pac non è attuale per l’agricoltura italiana ed il ruolo della cooperativa è fondamentale perché può aiutare a gestire meglio tutti i processi”.

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