menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Pomodoro (immagine di repertorio)

Pomodoro (immagine di repertorio)

Pomodoro, Coldiretti Emilia Romagna: «Fallimento della politica dell'interprofessione»

Si è svolto l'incontro tra organizzazioni di prodotto e associazioni professionali in preparazione all'incontro con gli industriali

«Arriva fuori tempo massimo il confronto per programmare e valorizzare efficacemente la produzione 2016 di pomodoro». È questo il parere di Coldiretti Emilia Romagna al termine dell’incontro a Parma tra organizzazioni di prodotto e associazioni professionali in preparazione all'incontro con gli industriali in programma il 23 febbraio. «Non si può fare una programmazione al 20 febbraio – commenta Coldiretti – perché i produttori hanno già programmato le semine. Tutto questo – prosegue l’organizzazione dei coltivatori – denota il fallimento dell’interprofessione che non riesce a gestire domanda e offerta e di conseguenza non riesce a valorizzare il nostro prodotto».

«Diventa sempre più impellente – ha detto il presidente di Coldiretti regionale, Mauro Tonello – cambiare le regole per riuscire a promuovere l'eccellenza della nostra produzione. La lunga esperienza e le conoscenze dei nostri produttori nei campi, dove da anni sono diffuse tecniche a basso impatto ambientale, e il know how dell'industria hanno reso il pomodoro un prodotto di alta qualità, sia in termini di garanzie organolettiche sia in termini di garanzie sanitarie e sociali. È un risultato che si ottiene, sia nei campi sia nell’industria di trasformazione, con il rispetto di corrette e costose regole di produzione il cui valore non sempre viene riconosciuto sia nei campi sia nella trasformazione. Purtroppo non riusciamo ad ottenere il giusto valore lungo tutta la filiera e a promuovere la giusta valorizzazione verso la società civile».

«In questo momento diventa ancora più importante promuovere ciò che distingue la nostra produzione – afferma Tonello – se consideriamo che a gennaio sono raddoppiate le importazioni di pomodoro del Marocco dopo l'accordo con Bruxelles. Se vogliamo continuare a mantenere le leadership sul mercato (non dimentichiamo che l'Emilia Romagna con un milione e mezzo di tonnellate produce un terzo della produzione nazionale di pomodoro) dobbiamo farci apprezzare dal consumatore proprio per la qualità e la salubrità delle nostre passate e dei nostri pelati. Per questo – conclude Tonello – riteniamo che per i nostri obiettivi sia più adeguato ed efficace create un vero e proprio distretto del pomodoro».

Intanto, per il 2016, Coldiretti Emilia Romagna invita i soci a verificare presso le proprie organizzazioni di prodotto che il pomodoro che è stato loro chiesto di piantare sia veramente già venduto e a che prezzo, facendosi mostrare i contratti reali, visto che a fronte di una richiesta della parte industriale di una diminuzione di superfici, ci risulta che vi siano invece organizzazioni di prodotto che chiedano agli agricoltori di seminare maggiori superfici.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento