Salumi e vini piacentini protagonisti ad un "Mare di sapori" a Cesenatico

Salumi Dop e vini Doc piacentini protagonisti all'ottava edizione della manifestazione itinerante di "Un mare di sapori" e "TramontiDiVino" che si è svolta venerdì sera presso la Piazza Spose dei Marinai a Cesenatico

La manifestazione

Salumi Dop e vini Doc piacentini protagonisti all’ottava edizione della manifestazione itinerante di "Un mare di sapori" e “TramontiDiVino” che si è svolta venerdì sera presso la Piazza Spose dei Marinai a Cesenatico, una splendida location collocata tra il porto-canale e la spiaggia e che è stata affollata fino a tarda sera da una folla di villeggianti venuta a gustare le straordinarie specialità della nostra regione tra cui appunto il salame, la coppa e la pancetta Dop ed i vini tra cui appunto non poteva mancare la produzione di qualità delle nostre colline. Un vino bianco, “Tramonti divino” spumante metodico classico brut, si è aggiudicato il 2° posto della categoria nel concorso che si è svolto nell’arco dell’evento, con i vini serviti dai sommelier della regione. Presente per l’occasione il presidente nazionale Mario Del Debbio di Lucca.

Per l’occasione, oltre ai vini ed ai salumi piacentini, gli ospiti hanno potuto gustare nei diversi stand allestiti per l’occasione assaggi dell’aglio Dop di Voghiera, Consorzio di 45 produttori delle zone attorno a Ferrara rappresentati dalla Presidente Neda Barbieri. Inoltre il formaggio squaquerone di Romagna, i prosciutti di Parma e di Modena, il Parmigiano reggiano gustato con l’Aceto balsamico Dop di Modena, l’ilio di Brisigella ed il formaggio di fossa degustato con un’ardito ed avvincente accostamento con piadina e “sovoir”, una sapa (conserva-marmellata) agrodolce.

In cucina gli chef hanno predisposto per l’occasione un Quadrotto di pasta fresca ripieno di ricotta ed erbe di campo su vellutata di Squacquerone e fili di Coppa Piacentina DOP padellata.

Grande soddisfazione per la riuscita serata condotta da Daniele Di Leo è stata espressa dal presidente dei Salumi tipici piacentini Roberto Belli (sarà proprio Piacenza a chiudere il “viaggio” lungo la via Emilia cui è dedicata la manifestazione di quest’anno per i suoi 2200 anni, il 18 e 19 settembre) e soprattutto dall’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni.

“L’Emilia Romagna- ha ricordato Rabboni- scorre lungo quella  – per quella via che sfoglia racconti d’impasti e di ripieni” proprio per celebrare l’altro filo conduttore della manifestazione che  sono “ Le paste ripiene”. La via Emilia dopo che negli anni precedenti sono stati celebrati Verdi, Pascoli ed Artusi. La storica strada per secoli snodo e crocevia di culture diverse. Luogo di contaminazioni  culturali, ma anche culinarie. Forse è per questo che siamo la regione con la più alto numero di prodotti tutelati per la loro unicità con 39 Dop e Igp,  29 vini Doc, Igt e Docg,  oltre 300 piatti della tradizione e, secondo la rivista Forbes nel 2013, quella in cui si mangia meglio.

La pasta ripiena, che da noi presenta una varietà senza uguali, è la metafora di questa contaminazione: un’unica ispirazione ma tante declinazioni diverse. Cappelletti, tortelli e tortellini, ma anche ravioli, cannelloni e lasagne. Un lungo nastro di sfoglia farcito di impasti e ripieni che si snoda, mutando forme e sapori, lungo le 177 miglia romane che collegano Rimini a Piacenza. Con il quadrotto presentato stasera a celebrare queste straordinarie paste ripiene.

Qui- ha chiarito Rabboni- vengono milioni di visitatori e trovano prodotti e persone che raccontano storie e territori, narrazioni uniche ed irripetibili che poi il turista porta con sé, con tutte le culture eno-gastronomiche dei territori”.

La presenza dell’assessore è stata anche l’occasione per parlare delle problematiche del settore suinicolo, con gli allevatori che non ricavano adeguata remunerazione per il suino pesante, indispensabile per preparare  gli straordinari Dop regionali.

“E’ assolutamente indispensabile- ha sostenuto Rabboni- che si predispongano mirati accordi di filiera per programmare i volumi e rendere remunerativi anche le altre parti di un maiale allevato secondo precisi disciplinari e non solo la coscia posteriore”.

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