Consegnato a Siri un dossier di 300 pagine sugli interventi per il Piacentino: «Troppa burocrazia frena le decisioni»

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Siri, incontra amministratori e imprese. Confapi Industria gli consegna un dossier di 300 pagine sui lavori da fare nella nostra provincia. Siri: «Manovra, noi abbiamo fatto un debito solo dello 0,5%. Con la flat tax, aiuti alle partite Iva dimenticate dai vecchi governi»

Cristian Camisa (Confapi) e il sottosegretario Armando Siri

Un rapporto di 300 pagine sulle infrastrutture da realizzare, o sistemare, nel Piacentino è stata consegnata il 9 novembre al sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Armando Siri. A mettere nelle mani di Siri il fascicolo è stato Cristian Camisa, presidente di Confapindustria, che lo ha invitato a parlare davanti a una platea di amministratori locali e imprenditori. Siri, considerato l’ideatore della Flat tax, non si è limitato ai trasporti, alle strade e alle ferrovie. Il sottosegretario ha esordito parlando della manovra economica e delle riforme fiscali, stimolato dalle domande del giornalista Michele Rancati. In sala, il direttore di Confapi Industria, Andrea Paparo, oltre ai parlamentari Elena Murelli, Pietro Pisani (Lega), Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) anche il sindaco di Piacenza e neopresidente della Provincia Patrizia Barbieri e il prefetto Maurizio Falco.

«Infrastrutture - ha affermato Camisa - significa competitività. Nel dossier, ci sono i punti della provincia che devono essere riqualificati, a partire dal ponte della Pievetta, a Castelsangiovanni (in sala anche l’assessore Valentina Stragliati). Ma ci sono anche Fiorenzuola, la Val Trebbia, la strada per Cortemaggiore, la tangenziale ad Alseno. «Oggi le imprese - ha continuato il presidente regionale di Confapi Industria - si confrontano con il mercato a livello nazionale ed europeo. Buone ininfrastrutture migliorano la qualità della vita di cittadini e imprese».

PIACENZA E LA LOGISTICA

Un tema fondamentale, quello delle infrastrutture, soprattutto dopo che Piacenza è stata inserita fra le aree che saranno considerate come retroporto di Genova, per lo stoccaggio e la movimentazione di merci. «Piacenza è un nodo fondamentale nazionale - ha ricordato Barbieri - e lo sviluppo del Piacentino dipende da esso. Purtroppo, i tagli degli anni passati ci hanno penalizzato».

L’ECONOMIA E IL FISCO

Nella sala riunioni della Banca Centropadana di credito cooperativo, Siri è partito dalla manovra economica ricordando come il Governo fosse partito con un deficit dello 0,8%, poi salito all’1,2 perché le previsioni di crescita dei precedenti esecutivi non si erano realizzati. Senza contare i 5 milioni di disoccupati. A questo, si è poi aggiunto lo 0,7% della stabilizzazione dell’Iva «e così siamo arrivati all’1,9% senza nemmeno muoverci. Questo Governo in realtà ha usato un deficit dello 0,5%, arrivando così al 2,4& della manovra». E nello 0,5% “ci sono tante cose, dall’aliquota forfettaria al 15% per 2 milioni di partite Iva, dimenticate da chi c’era prima. La crisi dal 2008 ha cancellato 200mila imprese. Abbiamo poi abbassato l’Ires dal 24 al 15% per le aziende sane che investono, assumono, aumentano il capitale; è stata proposta la cedolare secca sugli immobili commerciali». La pace fiscale, ha aggiunto Siri, non è «un premio agli evasori, ma un aiuto ai contribuenti in difficoltà».

IL SISTEMA PAESE E LA BUROCRAZIA  

Ma il vero vulnus è la burocrazia. La politica «quella delegittimata» non può decidere perché «deve attendere le leggi, i regolamenti, le allocazioni finanziarie, gli appalti, i ricorsi, le bollinature. Se devo riparare un ponte, passano anni prima di iniziare i lavori e magari la ditta che aveva vinto l’appalto nel frattempo è fallito. E’ un problema serio, perché l’Italia compete con grandi Paesi come Usa, Cina, India, dove lì le decisioni si prendono in 24 ore, ma da noi servono mesi o anni. E gli investitori scappano». Con il sistema attuale «non ci sono responsabilità e, come a Genova per il crollo del ponte, abbiamo assistito a uno scaricabarile tra tanti uffici pubblici».

L’ESEMPIO

Il sistema dei porti non regge. Le navi che arrivano dal canale di Suez non possono fermarsi nei porti del Sud perché non attrezzati. E così i cinesi hanno comprato un porto nel Pireo e si stanno muovendo in Africa, mentre pianificano un piattaforma nei Balcani. Gli spagnoli hanno rinforzato i loro docks per intercettare parte di quelle navi dirette nel Nord Europa. «Questo traffico - ha chiosato Siri - vale 500 miliardi l’anno, cioè 5 milioni di posti di lavoro. Se non ci si muove, rischiamo di essere fuori gioco».

REDDITO DI CITTADINANZA

«Né noi né i 5 Stelle vogliono dare soldi a chi sta a casa. La mia proposta è quella di dare i 780 euro mensili alle aziende e con quel denaro pagare i disoccupati che verranno assunti». Siri si è detto a disposizione dei sindaci e degli amministratori piacentini, invitandoli a contattarlo di persona, per la soluzione dei problemi.

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