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5 stelle: «In campagna elettorale tutti ambientalisti, poi fanno il contrario»

I consiglieri del Movimento 5 Stelle criticano ancora la mozione bipartisan sul piano regionali dei rifiuti presentata lunedì scorso in consiglio comunale

«La mozione approvata lunedì scorso – scrivono in un comunicato i consiglieri 5 stelle Mirta Quagliaroli, Barbara Tarquini e Andrea Gabbiani - impegna la Giunta ad attivarsi affinchè il Piano Rifiuti regionale sia modificato in modo che continui il conferimento dei rifiuti urbani all'inceneritore di Borgoforte anche dopo il 2020. Nella mozione non si considera che  il Piano Regionale dei rifiuti non indica che i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) di Piacenza andranno a Parma perché il Piano arriva fino al 2020 e conferma che fino a quella data a Borgoforte si bruceranno RSU e speciali, come succede attualmente. 
 

Inoltre nelle previsioni del Piano, per mantenere inalterata la capacità massima di incenerimento di 120mila tonnellate, alla progressiva diminuzione di rifiuti indifferenziati (a causa della maggior quantità di rifiuti riciclabili) corrisponderà un progressivo aumento dei rifiuti speciali che, grazie al decreto “sbloccaitalia”, potranno arrivare da ogni regione italiana. Francamente ci sfuggono utilità e finalità di questa mozione. Nei prossimi 5 anni verranno bruciate 120mila tonnellate di rifiuti all’anno, senza tener conto anzi in barba a impegno e virtuosità dei cittadini di Piacenza nella differenziazione dei rifiuti, pare che quanto più virtuoso sarà il risultato conseguito dai cittadini tanto più aumenterà l'incenerimento di rifiuti speciali. Noi non crediamo che l'impegno dei cittadini sia teso a questo risultato e tantomeno che meriti un tale "premio". 

Abitiamo in una delle zone più inquinate del pianeta, non sarebbe opportuno perseguire politiche che migliorino la qualità dell'aria e riducano le emissioni nocive? Tutte! Non sono solo le emissioni da riscaldamento privato e da traffico ad inquinare e mettere in pericolo la salute, ma anche, e soprattutto, le emissioni industriali, quelle degli inceneritori e dei cementifici che contribuiscono in modo preponderante al peggioramento della qualità dell'aria che respiriamo. Quindi ancora ci chiediamo a cosa serve realmente la mozione presentata? Temiamo che la risposta sia fin troppo evidente: perpetuare l' attività dell’inceneritore. Perché invece non proporre una mozione, realmente migliorativa per i piacentini, che introduca la tariffazione puntuale, finalizzata allo spegnimento di una delle 2 linee dell’inceneritore?  Purtroppo interessi diversi vanno nella direzione di collegare l’inceneritore al teleriscaldamento che comporterebbe inevitabilmente un sodalizio a tempo indeterminato con buona pace di ambiente e salute pubblica. 

Volontà e politica lungimiranti e coraggiose potrebbero valutare soluzioni opposte a questa, per esempio la creazione di un centro di trattamento meccanico-biologico a freddo, in cui ridurre ulteriormente i rifiuti utilizzando tecnologie all'avanguardia, già sperimentate altrove con successo, ma purtroppo non siamo (ancora) in campagna elettorale (quando tutti si scoprono ambientalisti ed ecologisti in proclami, dichiarazioni di intenti e belle promesse) e assistiamo a scelte amministrative in cui (quasi) tutti concordano  in direzione ostinata e contraria a quanto tutela dell'ambiente e della salute e buon senso vorrebbero. 


Dal canto nostro noi in direzione ostinata e contraria a questa mozione (e alle scelte sottese) invitiamo e chiediamo a tutti di trovare il coraggio di intraprendere la strada verso un vero risanamento ambientale del nostro territorio, perché questa politica è miope e dannosa all'interesse del bene comune, perché l'incenerimento dei rifiuti nasce da una concezione anacronistica ed obsoleta del "bene rifiuto", perché abbiamo appena vissuto l'autunno più caldo e inquinato degli ultimi 30 anni e non è detto che il peggio sia passato. 


Stiamo solo intravedendo gli effetti dei cambiamenti climatici che sono, purtroppo, una realtà innegabile che dovremo imparare a gestire, eppure a Piacenza politica e amministrazione confermano le scelte pro inceneritore, le autorizzazioni a Cementirossi, al forno crematorio, a biogas a Borgotrebbia, a Buzzi-Unicem, al Bitumificio... Il mondo sta cercando di andare verso politiche ecosostenibili, a Parigi la Conferenza sul Clima ha indicato la strada del cambiamento e a Piacenza ...quo vado? Ci permettiamo una battuta, ma molto molto amara».

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