Appalto del verde nel lotto ovest, il Comune corregge i prezzi dello sfalcio

È servita una variante in corso d’opera al servizio di manutenzione ordinaria delle aree verdi comunali per il periodo 2019-2021, almeno per quanto riguarda la parte ovest della città (il primo lotto), quella gestita dalla cooperativa sociale “L’Orto Botanico”

È servita una variante in corso d’opera al servizio di manutenzione ordinaria delle aree verdi comunali per il periodo 2019-2021, almeno per quanto riguarda la parte ovest della città (il primo lotto), quella gestita dalla cooperativa sociale “L’Orto Botanico” di Alseno dal maggio scorso. Il Comune di Piacenza con una determina ha corretto alcuni contenuti del contratto, dopo un’attenta perizia dei suoi uffici. È stato rivisto il rapporto economico tra il Comune e la cooperativa, senza alcuna modifica della spesa allo stato attuale (l’importo contrattuale rimane di 1.219.140,81, Iva esclusa)

Dopo una relazione del direttore dei lavori del Comune, all'avvio del servizio le aree verdi si sono presentate in «una situazione abbastanza degradata causata da mancati sfalci precedenti e da persistenti condizioni di maltempo. Ciò ha impedito il corretto funzionamento dei macchinari muniti di aspiratore per raccolta del materiale di risulta e ha comportato la necessità di rinunciare all'asportazione e allo smaltimento, optando per la pratica del “mulcing”, con sminuzzamento e rilascio in sito degli stessi, omogeneamente distribuiti». Si rende pertanto necessario, alla luce di questo, procedere alla formulazione di nuovi prezzi, da una parte per decurtare la mancata esecuzione della raccolta della vegetazione nelle aree dove tale attività è obbligatoria (in diverse parti la coop non ha raccolto il materiale), dall'altra per riconoscere all'appaltatore il maggior onere derivante dall'esecuzione dei primi sfalci della vegetazione con altezza oltre 50 centimetri. Anzi, in alcuni casi ha superato anche il metro di altezza. In pratica la coop si è trovata nella giungla: pensando di dover fare alcuni sfalci delle aree verde, si è trovata a dover smaltire una vegetazione molto più folta del previsto. Si è trovata notevolmente in difficoltà nell’effettuare il suo servizio: il primo taglio risulta così più oneroso per l’appaltatore, perché i suoi mezzi e le sue macchine hanno dovuto eseguire più passaggi.

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In cosa consiste la variante? In una formulazione di nuovi prezzi tra Comune e cooperativa. Da una parte si corregge la mancata raccolta della vegetazione, dall’altra si riconosce all’appaltatore la maggior spesa per il taglio oltre i 50 centimetri d’altezza. In pratica la mancata raccolta dell’erba da parte della cooperativa ha significato un taglio del 22% dell’appalto, che però vedrà un aumento del 152% per il maggior onere del taglio dell’erba fino a un metro e un aumento del 243% oltre il metro. Le modifiche non comportano un aumento dell’appalto, che per il 2019 parla di 444mila euro. Nella determina del Comune si viene a sapere infatti che «i maggiori costi derivanti dal primo taglio dell’erba sono compensati dai mancati sfalci del periodo antecedente».

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