Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Aumento dell’addizionale Irpef, la maggioranza ora è più possibilista

Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Liberali Piacentini a confronto: il centrodestra s’interroga su quello è sempre stato un tabù, l’aumento delle tasse per far quadrare i conti comunali nel 2019. Dalla Giunta, al momento, ancora nessuna decisione al riguardo

L’aumento dell’addizionale Irpef non è più un tabù per il centrodestra. Da “ultima spiaggia” e clausola di salvaguardia per far quadrare i conti, a possibilità più che reale per consentire al Comune di Piacenza di approvare il bilancio previsionale e ridare ossigeno ai conti dell’ente. Ci aveva pensato già la Giunta Dosi, che aveva approvato la manovra in Consiglio comunale, dopo aspre discussioni. Peccato che poi arrivò lo stop da Roma. Questa volta alla guida di Palazzo Mercanti c’è il centrodestra, storicamente e tradizionalmente avverso a ogni aumento di tassazione. Andrebbero prima convinte tutte le forze di maggioranza: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Liberali Piacentini. Tra le compagini e gli stessi consiglieri vengono rilevate sfumature diverse. Perciò negli ultimi giorni si sono susseguiti diversi incontri a Palazzo Mercanti, per discutere della cosa.

DALLA CHIUSURA TOTALE AL DIALOGO

Eppure in un primo momento c’era stata la corsa a prendere le distanze dal possibile aumento dell'addizionale Irpef. I Liberali Piacentini nei giorni scorsi si erano subito smarcati, ad esempio. «Sarebbe un continuare – è stato il commento dei consiglieri Antonio Levoni e Gianpaolo Ultori - come in sede nazionale, sulla strada della sinistra nel momento in cui l’Italia ha invece bisogno esattamente del contrario». Ora viene registrata da “IlPiacenza.it” una maggiore apertura al riguardo. Levoni solo qualche mese fa criticò la «mancanza di fantasia nel fare i conti delle precedenti amministrazioni, che hanno deciso per l’aumento dell’addizionale», poi stoppato, come detto, dal Governo.

Anche in Forza Italia l’aumento delle tasse è sempre stato visto come il male assoluto. Lo ha ricordato di recente il capogruppo Sergio Pecorara in aula. Ora la linea ferma sembra traballare e anche il partito forzista sarebbe più disponibile ad assecondare la manovra. La stessa Lega non ha mai voluto ritoccare all’insù la tassazione dei piacentini, però ora non sembra più farne una questione di vita o di morte (per gli equilibri di maggioranza). «Per l’aumento dell’Irpef ne parleremo – disse a febbraio l’allora capogruppo (oggi assessore) Stefano Cavalli, comunque ci impegneremo per evitarlo». Anche Fratelli d’Italia si sta confrontando internamente e potrebbe essere pronta a cambiare idea e votare la delibera.

AL MOMENTO BOCCHE CUCITE IN GIUNTA

L’assessore al bilancio Paolo Passoni non intende svelare le intenzioni della Giunta al riguardo. «In questo momento non c’è nulla di deciso – spiega -, stiamo facendo le nostre valutazioni. Al momento opportuno comunicheremo e porteremo in Consiglio comunale ciò che è stato deciso». Si rimane così a uno stato di valutazioni. Ma non dovrebbe essere un mistero che, in caso di parere positivo da parte delle forze di maggioranza, si potrebbe riprendere in mano ciò che era stato deciso dalla Giunta Dosi. La precedente Amministrazione aveva deliberato e approvato in Consiglio comunale l’aumento dell’addizionale Irpef da 2,6 milioni di euro. Salvo poi vedersi bloccare la manovra dal Governo. Quest’anno sembra che ci sia la possibilità di applicarla – salvo sorprese dell’ultimo minuto da parte del Governo pentaleghista – e l’Amministrazione Barbieri vuole riservarsi questa possibilità per far quadrare i conti del prossimo bilancio previsionale.

LA VECCHIA DELIBERA DELLA GIUNTA DOSI

Qualora la Giunta Barbieri trovasse ispirazione nella precedente delibera approvata dall’Amministrazione Dosi, ecco gli aumenti ipotizzati all’epoca e mai entrati in vigore. Il Comune incasserebbe nel 2019 2,6 milioni di euro in più. Fino ai 13mila euro di reddito sarebbe prevista la totale esenzione. La prima fascia (dai 13mila ai 15mila) potrebbe passare da un’aliquota dello 0,42% allo 0,70%, la seconda (da 15mila a 28mila) dallo 0,52% allo 0,71%, il terzo scaglione (da 28mila a 55mila) da 0,68% allo 0,75%, il quarto scaglione (da 55mila a 75mila) da 0,78% allo 0,79%. Il quinto (sopra i 75mila) rimarrà comunque dello 0,80%. Questa sarebbe solo una simulazione basata su quanto indicato dalla passata Amministrazione. Il ritocco dell’aliquota significa una differenza di diverse decine di euro, a seconda del reddito della famiglia: si parla di aumenti che vanno dai quaranta a un’ottantina di euro. L’introito maggiore di 2,6 milioni di euro, unito alla vendita delle quote di Iren, potrebbe rappresentare una soluzione ai problemi di cassa dell’ente.

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