Caorso, qui non ci sarà un altro nucleare

Parla il sindaco Callori che oltre ad essere primo cittadino, tiene i rapporti con la Sogin, la società che gestisce gli impianti nucleari. A Caorso, la centrale sta dismettendo, ad ottobre è prevista la chiusura totale. E poi, il Po non ha acqua abbastanza per raffreddare i nuovi reattori

Ma quale centrale a Caorso. “Si va avanti sulla dismissione e punto” dichiara Fabio Callori, primo cittadino del comune piacentino e referente dell'amministrazione nei rapporti con la Sogin, la società per la gestione degli impianti nucleari.

In questi giorni di acceso dibattito sul ritorno del nucleare nel nostro Paese dopo il referendum del 1987 sulla chiusura degli impianti, si guarda con interesse soprattutto ai siti che, una centrale a fissione, ce l'avevano già. Come Caorso. Ma qui, saranno felici i contrari al grande ritorno, una nuova Arturo, così si chiama la centrale caorsana, non si farà.

È sicuro Fabio Callori. Primo cittadino dal 2004 e ricandidato alla guida dell'amministrazione comunale alle prossime elezioni di giugno. Se mi ricandido? Certo, dice, sto già lavorando a programma e lista. E la controparte? “Non si è ancora espressa. Vedremo nei prossimi mesi”. Poi, dopo l'intermezzo politico, torniamo a parlare di nucleare.

Sindaco, come vede il possibile ritorno del nucleare a Caorso?

Oggi Caorso sta scrivendo una pagina importante sulla dismissione e su questo si va avanti. Non è più pensabile riaprire la centrale, anche per una serie di motivi tecnici.

Quindi nessun pericolo di ritorno

  A Caorso si va avanti con la dismissione  

No, Caorso sta dismettendo. Dal 2007 a oggi ha avuto un'accelerazione nei processi di decommissionig, nel 2008 il Governo ha rilasciato parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale e entro il prossimo autunno ci sarà la dismissione totale dell'impianto. Quindi abbiamo un percorso ormai definito e tracciato”.

Eppure, questi siti vanno tirati fuori in qualche modo, se si vuole procedere con il programma nucleare

Il problema delle nuove centrali nucleari non si pone su Caorso anche perchè ci sono delle regioni che si sono autocandidate.

“Allora” dice Callori “lavoriamo su quelle regioni”. Veneto e Sicilia si sono candidate spontaneamente, la Lombardia non ha detto né si né no. “Quindi se si devono trovare questi quattro siti” continua il primo cittadino di Caorso “che si cerchi in questi territori che tra l'altro hanno le caratteristiche adatte”.

In che senso?

Il futuro del nucleare è connesso con la presenza di grandi bacini idrici. A Caorso, al di là dell'effettivo iter di dismissione in atto, non sarebbe realisticamente possibile aprire un impianto di nuova generazione a causa dell'attuale portata d'acqua del Po. Veneto e Sicilia, invece, avendo il mare hanno le quantità d'acqua sufficienti a poter raffreddare le turbine.

  Ci sono delle regioni autocandidate, si lavori su quelle  

Al di là di Caorso, il ritorno del nucleare, ci fa comunque vedere un'Italia spaccata a metà...

Quello che ho detto, che dico e che di dirò, è che non possiamo sindacare quelle che sono le scelte del Governo in materia di nucleare. Perchè è una scelta che l'esecutivo ha fatto mettendo nero su bianco nel suo programma elettorale e gli elettori lo hanno votato. La minoranza governativa, poi, non si è mai detta contraria.

Però rimangono un sacco di interrogativi

Il discorso sulla dismissione del nucleare iniziato nel 1987 doveva essere portato a termine, invece per vent'anni non si è fatto più niente, avendo più rischi che cose positive. Il problema si sta riproponendo oggi. Non si può parlare di nuovo nucleare se prima non si risolvono i nodi che già erano presenti negli anni Settanta.

Quali problemi?


L'istituzione di un deposito nazionale per le scorie e un termine ultimo per la dismissione. Ad oggi non c'è il deposito nazionale né un solo impianto è stato  effettivamente dismesso. Se si parte con il nuovo, il Governo deve prima indicare dove si intende fare il deposito nazionale e soprattutto farlo in concreto per risolvere il problema scorie. Poi deve dare dei termini  precisi sul funzionamento e sulla dismissione delle centrali già presenti sul territorio nazionale.

Sullo smaltimento delle score nucleari da Caorso ecco un servizio di Report Rai 3: "L'EREDITA'"  di Sigfrido Ranucci



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