Cappucciati: «Il capitale umano della sanità ignorato dal Governo»

Una delle accuse che la consigliera comunale della Lega lancia all'esecutivo, colpevole di aver ignorato esigenze fondamentali già nel periodo tra la prima e la seconda ondata pandemica

«I mancati interventi da parte del Governo in materia sanitaria stanno peggiorando una situazione già di per sé drammatica; si è pensato infatti di aprire posti letto Covid negli ospedali senza inserire il personale sanitario». È questa una delle accuse che la consigliera comunale della Lega lancia all'Esecutivo colpevole di aver ignorato esigenze fondamentali già nel periodo tra la prima e la seconda ondata pandemica. Uno degli errori più grossolani del Governo, secondo l'esponente piacentina del Carroccio, è stato quello di non aver abolito il numero chiuso nei corsi di laurea delle professioni sanitarie. «Pensate che quest'anno a Piacenza si sono potuti iscrivere al primo anno del corso di laurea in infermieristica solo una novantina di studenti nonostante ci fossero state più richieste» - afferma Cappucciati. «Un numero insufficiente a coprire le richieste anche perché di questi iscritti solo una percentuale porteranno a termine i tre anni di studi. In questa fase della pandemia servono sempre più operatori sanitari anche nella nostra ASL dove mancano all'appello 18 tecnici di laboratorio e molti infermieri che, dopo l'assunzione, sono tornati nelle Regioni d'origine, soprattutto al sud. Il Governo deve elargire incentivi economici e stipendiali a queste figure professionali, fondamentali nella lotta al Covid, affinché il loro numero aumenti».

 La consigliera della Lega insiste nel spingere l'Esecutivo a investire nel capitale umano della sanità. «Bisogna sbloccare i contratti di medici e professioni sanitarie, pagare ogni mese gli straordinari effettuati per assistere e curare pazienti Covid con fondi dedicati, incentivare le iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica con borse di studio per i meno abbienti, concordare un rientro dalla pensione dei sanitari, usciti negli ultimi due anni, con incentivi economici, chiedere, inoltre, un prolungamento di servizio a chi nel 2020 andrà in pensione promettendo pari requisiti a fine pandemia» - conclude Cappucciati. «Tutte azioni che non sono state programmate dal Governo che invece ha preferito investire risorse in monopattini e biciclette».

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