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(Repertorio)

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Carne islamica, Rancan: la Regione vieti la macellazione senza stordimento preventivo dell’animale

Lo chiede ala Giunta regionale il gruppo della Lega Nord con una risoluzione a prima firma del piacentino Matteo Rancan che punta il dito contro la macellazione con rituale islamico che, oltre a una grande sofferenza dell’animale, provoca problemi rilevanti di natura igienico-sanitaria quando effettuata in ambito domestico

«Vietare in tutto il territorio della regione Emilia-Romagna ogni tipo di macellazione che non garantisca un preventivo stordimento dell’animale». Lo chiede ala Giunta regionale il gruppo della Lega Nord con una risoluzione a prima firma del piacentino Matteo Rancan che punta il dito contro la macellazione con rituale islamico che, oltre a una grande sofferenza dell’animale, provoca problemi rilevanti di natura igienico-sanitaria quando effettuata in ambito domestico.

“La macellazione Halal o islamica – spiega Rancan - prevede un’uccisione dell’animale senza alcun tipo di stordimento preventivo, il decesso avviene a seguito di dissanguamento totale dovuto alla recisione delle carotidi. Una sofferenza atroce che dura anche svariate ore, andando quindi in totale contrasto alle normative sul benessere animale e alla sensibilità dell’opinione pubblica sempre più incline al riconoscimento di una maggiore tutela degli animali, anche quelli destinati alla macellazione”. 

“Tra la popolazione musulmana – continua il consigliere segretario del Consiglio Regionale dell’Er -,  la pratica diffusa della macellazione in ambito domestico secondo il rituale islamico provoca inoltre problemi rilevanti di natura igienico-sanitaria”. Di più, continua Rancan, “pare decisamente iniquo il fatto che la macellazione ‘tradizionale’ debba sottostare a normative sempre più stringenti in merito al benessere animale nella fase preventiva alla macellazione, mentre per la macellazione religiosa rituale come quella Halal o islamica non sia previsto alcun tipo di tutela sul benessere dei capi, definendo in questo modo anche una profonda disparità tra le aziende ‘tradizionali’ e quelle che praticano macellazione rituale, a sfavore delle prime”. 

“Per questo – aggiunge Rancan – confidando in un voto bipartisan che possa portare all’approvazione della risoluzione in modo congiunto, chiediamo alla Giunta di vietare in tutto il territorio della regione Emilia-Romagna ogni tipo di macellazione che non garantisca un preventivo stordimento dell’animale. Allo stesso modo – continua  -, deve essere vietata la commercializzazione in tutto il territorio della regione Emilia-Romagna di carni macellate secondo il rituale islamico o di qualsiasi altro procedimento che non assicuri lo stordimento preventivo dei capi di bestiame”.

“Necessario infine – conclude - sostenere campagne di sensibilizzazione della popolazione emiliano-romagnola e della popolazione immigrata per la tutela del benessere animale, intendendo sia animali domestici che capi destinati alla macellazione, disincentivando la macellazione e l’acquisto di carni macellate secondo rituali religiosi che non contemplino lo stordimento preventivo”.

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