"La Lombardia abdica nell'agro-alimentare? Bene, c'è Piacenza"

Il direttore di Coldiretti Albano incontra il consigliere regionale Cavalli (LN): "Piacenza strategica per l'Expo 2015; primo polmone agricolo oltre il Po. Bisogna saper cogliere questa grande occasione"

«Piacenza primo polmone agricolo al di là dei confini lombardi e punto di approdo per enogastronomia in vista dell'Expo 2015». È l'obiettivo a cui lavoreranno, «a forze congiunte», il neoconsigliere regionale Stefano Cavalli (Lega Nord) e Massimo Albano, direttore di Coldiretti, oggi a colloquio nella sede dell'associazione di palazzo dell'Agricoltura.

ABDICA LA LOMBARDIA, C'E' L'EMILIA ROMAGNA - «L'agricoltura lombarda sembra aver abdicato al suo ruolo tradizionale - ha precisato Albano -. Tra Brebemi e Tav si è spaccato il tessuto rurale di decenni. Evidentemente le amministrazioni giudicano il settore non più strategico. In questo quadro Piacenza si candida ad essere terra dell'enogastronomia al grande appuntamento mondiale del 2015». «La scelta emiliano-romagnola - ha spiegato Cavalli - deve andare invece nella direzione della massima valorizzazione del tessuto agricolo della nostra terra. Come dice il professor Andrea Branzi un'economia è forte quando è forte l'agricoltura che la sostiene».

MANTENERE LA QUALITA' - «Portare avanti temi come la tracciabilità, la filiera corta e la vendita diretta dei prodotti agricoli non significa legittimare una particolare associazione - ha precisato il consigliere regionale -, ma incontrare le istanze che da più parti giungono all'interno della categoria. Incontrare le istanze, per intenderci, di chi spende risorse ed energie per produrre un latte eccellente e si trova a dover competere con le cagliate surgelate provenienti dall'Est Europa, dei produttori di concentrato di alta qualità che se la devono vedere con il pomodoro cinese».

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UN SETTORE IN EVOLUZIONE - E, nell'agenda delle attività in Regione anche «battaglie - ha assicurato Cavalli - perché i fondi inseriti nel piano di sviluppo regionale vadano ai capitoli di reale interesse. Non solo: gli strumenti di programmazione dovranno avere la flessibilità e la duttilità per adattarsi continuamente a un settore in costante evoluzione». Il direttore ha riconosciuto alla Lega la «garanzia di essere un interlocutore attento a qualsiasi livello», precisando che con il ministro Luca Zaia «si è fatto un bel percorso».

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