Debutta il Consiglio comunale in seduta “mista”, Fd’I: «Mai più questa formula»

Ritornano a Palazzo Mercanti metà consiglieri (abbandonando il Gotico), l’altra metà in collegamento da casa in streaming. Attacchi di Fd’I alla gestione, ma il presidente Garilli e il segretario Carbonara difendono la scelta

Il Consiglio comunale è tornato a Palazzo Mercanti, nella sue sede tradizionale, abbandonando Palazzo Gotico. La sedute si sono svolte dal giugno scorso nella sede del Gotico per permettere il distanziamento sociale tra tutti i consiglieri. Con la nuova ondata di contagi, si è deciso di cambiare formula, preferendo una soluzione “mista”. Metà dei consiglieri in collegamento streaming da casa, l’altra metà in aula a Palazzo Mercanti, distanziati. La prima seduta è andata “così così”. I collegamenti online vanno e vengono, le perdite di tempo sono notevoli e serve molta pazienza per gestire il dibattito (e poterlo seguire: giornalisti e pubblico non sono più ammessi alle sedute, possono solo guardare il balbettante streaming sul sito del Comune). Qualche intervento lo si è perso per strada – per alcuni minuti la diretta è “sparita” – e qualche rappresentante è stato ripreso più volte per aver lasciato il microfono acceso disturbando la seduta. Ma la seduta si è regolarmente svolta con la partecipazione di tutti. 

La formula mista non è stata però apprezzata da Michele Giardino del Gruppo Misto, che ha fanno notare che da nessuna parte nei decreti e provvedimenti è presente questa soluzione. Dello stesso avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia Giancarlo Migli. «Non parteciperemo mai più a Consigli misti -ha tuonato il collega di Fd’I Filippo Bertolini – o si fanno tutti insieme in un luogo idoneo o tutti online». Il segretario comunale Roberto Maria Carbonara ha difeso questa modalità, «legittima, anche in altre realtà il Consiglio comunale è misto, si può fare». «Non ho commesso scivoloni nell’organizzare così questa seduta – ha parlato anche il presidente del Consiglio comunale Davide Garilli -. Ho lasciato ai capigruppo la decisione e la maggioranza ha scelto così». «Giusto lasciare la scelta al singolo consigliere di stare qui o da remoto. La polemica di oggi dimostra i problemi all’interno del centrodestra», ha osservato Luigi Rabuffi (Pc in Comune).

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