Decreto sicurezza, Rancan (Lega): «Buco nell'acqua il ricorso di Bonaccini»

Matteo Rancan commenta la sentenza del massimo organo giuridico italiano, che ha respinto il ricorso impugnato dalla Regione Emilia Romagna riguardante le nuove regole su permessi di soggiorno, l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e il sistema Sprar contenute nell’atto normativo del Governo

«Bonaccini voleva fare il primo della classe, ma è stato bacchettato e mandato dietro la lavagna: le violazioni ai poteri regionali provocate, a suo dire, dal “decreto sicurezza” sono state smentite dalla Corte costituzionale».

Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega, commenta così la sentenza del massimo organo giuridico italiano, che ha respinto il ricorso impugnato dalla Regione Emilia Romagna (analogamente a Marche, Toscana, Umbria e Calabria) riguardante le nuove regole su permessi di soggiorno, l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e il sistema Sprar contenute nell’atto normativo del Governo.

«Invece di lasciarsi andare a deliri d’onnipotenza – attacca l’esponente leghista -, il presidente dell’Emilia Romagna governi evitando che le risorse regionali e l’impegno dei dipendenti degli uffici legali dell’ente vengano sottratti ai reali problemi. La sua azione si è rivelata un buco nell’acqua dal quale ha rimediato solo una solenne figuraccia. La legittimità del decreto voluto da Salvini è appurata e la popolazione è dalla nostra parte, per questo il Pd smetta di provare a distruggere tutto quello che sta facendo il Governo ed in particolare il ministro dell’Interno in tema di sicurezza ed immigrazione».

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Aggiunge Rancan: «Le battaglie della Lega su questi temi sono valse a Salvini una candidatura al premio Nobel per la pace per il numero di vite risparmiate nel Mediterraneo, segno che si tratta di problematiche molto sentite non solo in Italia. Bonaccini dia ora un taglio a questa politica maldestra e liberi gli emiliano-romagnoli dalla sua presenza: l’imminente voto per il rinnovo del consiglio regionale porterà il buon senso al governo della Regione e punirà chi ostacola quelle iniziative ragionevoli che risolvono i problemi dei cittadini».

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