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«Il cane antidroga ha fatto pochi servizi perché non si vuole che la Polizia Locale dia una mano»

Diccap Sulpl: «Rabuffi chiede quanti servizi ha fatto Ector per il Comune di Piacenza: possiamo tranquillamente rispondere zero con la Polizia Locale, pochissimi con la Questura. Ma la colpa non è né del corpo, né dell’Amministrazione»

Si torna a parlare di Ector, il cane antidroga della Polizia Locale voluto dall’Amministrazione Barbieri, in particolare dall’assessore alla sicurezza Luca Zandonella. L’ultima spesa – quasi diecimila euro per adeguare un mezzo del Corpo per gli spostamenti dell’unità cinofila - hanno stimolato il consigliere di Pc in Comune, Luigi Rabuffi, che è tornato alla carica, criticando l’arrivo di Ector e il suo poco impiego. «Per rispondere al consigliere Luigi Rabuffi – interviene Miriam Palumbo, coordinatrice territoriale del sindacato Diccap Sulpl - iniziamo dicendo che con ogni certezza, il collega a quattro zampe della Polizia Locale di Piacenza, Ector, anziché essere costretto a sonnecchiare 6 ore su una brandina in orario di servizio, preferirebbe sicuramente lavorare e scovare spacciatori di morte, e cioè fare quello per cui è stato addestrato, in una parola sicurezza (che non è certo come dice il consigliere, contestualizzandolo in un'immagine bucolica e campestre, correre in un prato dietro una palla)».

«Su molte cose ha ragione, invece: non c'è da prendersela sicuramente con il cane o, aggiungiamo noi, con il comando per la sua inattività. Abbiamo più volte sollevato la questione, ma senza un ritorno concreto. Probabilmente non è colpa nemmeno dell'Amministrazione, se ci si riflette: questa Amministrazione ha scelto di acquistare il cane con gli incentivi del Ministro Salvini per l'operazione Scuole Sicure. Quindi il Comune ha giustamente contribuito in parte con soldi pubblici a mettere a disposizione di Ector e del suo conduttore tutto il necessario per il mantenimento e l'operatività. Quindi la buona volontà c'era, ed è innegabile. Probabilmente le è mancato il coraggio di imporsi con chi non vuole che la Polizia Locale emerga a Piacenza e contribuisca in modo evidente a garantire sicurezza ai cittadini».

«Al consigliere che chiede quanti servizi ha fatto Ector per il Comune di Piacenza, possiamo tranquillamente rispondere zero con la Polizia Locale, pochissimi con la Questura. Infatti Ector esce con il suo conduttore, molto ma molto sporadicamente, solo se richiesto dalla Questura. Ed è qui la grossa anomalia, tutta piacentina. La Polizia Locale, non si sa (ma si può ben immaginare) per quale arcano motivo, pur essendo decorso l'anno del progetto Scuole Sicure, non possa disporre liberamente della propria unità cinofila. Il consigliere si interroga giustamente anche su quali importanti risultati abbia prodotto il cane: probabilmente poco o nulla, ecco svelato il mistero. E che non ci si venga a raccontare che a Piacenza non esiste spaccio. La cronaca ha ampiamente dimostrato l'esatto contrario. Davanti alle scuole, nei parchi sarebbe un enorme deterrente. Per non dimenticare la possibilità di controlli sui veicoli anche per la prevenzione della guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. La "scusa" a Piacenza sarebbe quella di interferire con grosse indagini? Ma ci chiediamo in che modo? È chiaro ed evidente che se ci trovassimo di fronte a quantitativi considerevoli o particolari casi immediatamente contatteremmo anche la questura o i carabinieri per il prosieguo delle indagini, proprio nell'ottica della collaborazione fattiva».

«Seguiamo molto l'Assessore alla Sicurezza di Monza (Lega) Federico Arena, non molto distante da noi quindi, che come molti altri anche nella nostra Regione, ha ben compreso l'importanza di far funzionare l'unità cinofila e la sua Polizia Locale, ottenendo nel quotidiano costanti e importanti risultati sul fronte della Sicurezza. Lui ha compreso e dimostrato che contrasto allo spaccio e alla delinquenza non significa solo fermare i quintali sulle navi, ma anche lavorare di prevenzione e sequestrare magari modeste quantità in parchi e giardini fermando i venditori di morte. Da qui l'importanza di investire sulla Polizia Locale che è la unica e vera Polizia di prossimità, che lavorando in sinergia unitamente alle altre Forze di Polizia, insieme possono raggiungere grandi risultati e restituire la fruibilità di pezzi di territorio ai nostri cittadini. Ma probabilmente la nostra idea, in quanto sindacato di categoria, di un sistema integrato di sicurezza che funzioni sul serio, è, e resterà pura utopia, almeno qui a Piacenza».

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