«Il centrodestra che voleva abbassare le tasse ora cambia idea»

Rabuffi (Pc in Comune) e Cugini (Pd) incalzano la Giunta sull'approvazione delle tariffe comunali, rimaste quasi invariate. Trespidi porta un Amaro Lucano alla maggioranza: «Serve per farvi digerire i provvedimenti che siete costretti a votare». Bertolini (Fd’I): «Il Comune ha conti disastrati». L’assessore Passoni: «Cauto ottimismo, possiamo far quadrare i conti»

La consegna del digestivo offerto da Trespidi a Cavalli (Lega Nord)

A detta di molti, la campagna elettorale delle Amministrative 2017 di Piacenza non si è ancora conclusa. Tante le schermaglie che ancora si consumano in Consiglio comunale tra centrodestra e centrosinistra: d’altronde il centrodestra arriva alla guida della città dopo ben quindici anni di amministrazioni di diverso colore. Il centrosinistra risulta difficile criticare alcuni provvedimenti che sembrano la continuazione di un percorso portato avanti proprio dal Pd, e il centrodestra non riesce proprio nella tentazione di non rimarcare i presunti - a detta loro - danni ed errori ereditati da “chi c’era prima”.

Così sulle tariffe comunali è andato in scena l’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione. La Giunta Barbieri ha portato in Consiglio per i prossimi tre anni le medesime tasse, aliquote, esenzioni, agevolazioni del 2017, ad eccezione di un piccolo aumento sui servizi offerti dalla camera mortuaria del cimitero e alcune agevolazioni per i giovani sportivi tesserati che vogliono andare nei musei. D’altronde è stata bloccato dal governo centrale il possibile aumento dell’Irpef, già deliberato dalla precedente Amministrazione Dosi. Comunque l'Irpef, bloccato, non è stato ritoccato. Così come tutto il resto. Se da Roma il prossimo anno venisse meno questa sospensione, Piacenza sarebbe già pronta a introdurre l'addizionale ritoccata verso l'alto, come deciso nei mesi scorsi quando governava il centrosinistra di Dosi. Il centrodestra che doveva abbassare le tasse, le ha lasciate come sono. Assist troppo ghiotto per l'opposizione per sottolineare le promesse (disattese) della campagna elettorale.

«Dobbiamo superare il solito concetto – ha spiegato Stefano Cugini, capogruppo Pd - della sinistra che aumenta le tasse e la destra l’abbassa. Qua siamo passati dal dire di voler abbassare le tasse in campagna elettorale a dirsi contenti di averle lasciate come erano. Il Governo ha bloccato l’aumento delle tariffe dell’Irpef e si dà la colpa a lui. Qua di buchi, hanno spiegato gli uffici, non ce ne sono. Piacenza ha minori entrati dallo Stato perché è talmente in crisi che risulta tra i più virtuosi a livello nazionale. Bisogna studiare per stare in Consiglio, altrimenti si dicono balle: non abbiamo tariffazioni alte, c’è un’ampia forbice di contribuzione possibile secondo lo Stato». Molto critico anche il consigliere di "Piacenza in Comune" Luigi Rabuffi. «Dopo aver parlato di abbassamento e blocco delle tasse per tutta la campagna elettorale, in sei mesi avete introdotto tre tasse diverse. Non dite che le tasse sono colpa di chi c’era prima. I piacentini vi hanno creduto quando parlavate di tasse. Siete voi che avete messo in sei mesi la tassa di soggiorno, l’aumento del 108% dei canoni degli alloggi Erp per la fascia più debole e ora l’aumento per le camere mortuarie. Anche questo aumento è tutto vostro, soldi che escono dalle tasche dei piacentini. “Prima” i piacentini dicevate in campagna elettorale, sì, prima i piacentini a pagare. L’aumento è imbarazzante».

«Sono imbarazzato sì – gli ha replicato Filippo Bertolini (Fratelli d’Italia) - ma per i commenti dell’opposizione. L’aumento di queste imposte sono delibere votate in precedenza, quando Rabuffi era in Giunta. Questo è un Comune disastrato nei conti e negli appalti, ci avete lasciato conti vergognosi, tanto sapevate già che non vi toccava governare voi. Questo è un bilancio che risente dell’incapacità amministrativa da chi ci ha preceduto. Stiamo facendo i miracoli nel tenere i numeri a posto. Non prendiamo lezioni da chi ha fallito».

«Stiamo parlando – ha sottolineato il capogruppo della Lega Nord Stefano Cavalli - di aumento delle tariffe mortuarie. Non di bilancio previsione. Passoni ha comunque fatto i conti con un ammanco di 2 milioni e 600mila euro. Non ci si può accusare di aver aumentato il canone Erp, è una decisione della Regione Emilia-Romagna». «È vero – ha aggiunto Nelio Pavesi della Lega Nord - nella campagna elettorale abbiamo detto di voler abbassare le tasse. Poi ci siamo trovati una realtà non delle migliori. C’è un buco, altro che bilancio solido. Ricordo solamente quanto dobbiamo pagare per la vicenda Mangiarotti-Morsia dopo la sentenza del Tar. Ci troviamo in una situazione non rosea».

Più conciliante nei toni Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto a centrodestra e centrosinistra di superare le schermaglie che a ogni seduta si ripetono con costanza. «Smettiamola di fare polemica su ogni tema come se fossimo in campagna elettorale. Discutiamo nel concreto delle cose, diamo risposte alla città. Siamo disponibili, noi dei 5 Stelle, a lavorare e confrontarci senza polemiche, ora basta».

«Non sono abituato – ha replicato l’assessore al bilancio Paolo Passoni - a farmi dettare l’agenda politica dai dirigenti. Gli uffici stanno facendo un lavoro enorme per far quadrare il bilancio. Io ero preoccupato già nei mesi scorsi per raccogliere questa eredità, oggi lo sono molto meno. Perché ho capito che ci sono degli spazi per arrivare con cauto ottimismo all’equilibrio di bilancio. Da lì a dire che ci sono quattrini per fare delle scelte politiche per dar seguito alle idee della maggioranza… La strada è stretta in quel caso. A noi piacerebbe ritoccare verso il basso le aliquote, piacerebbe a tutti. Però la strada è molto stretta, se potessimo farlo lo faremmo volentieri. Nel 2018 dobbiamo fare con quello che c’è, non c’è l’addizionale Irpef».

I Liberali Piacentini (Antonio Levoni e Gian Paolo Ultori) hanno presentato un emendamento – poi approvato dalla maggioranza – che chiede di ridurre da 1,06% a 0,96% l’aliquota Imu per i proprietari di negozi sfitti da almeno due anni e dare una mano al recupero e al riutilizzo del locale. La Lega Nord in un ordine del giorno – anche questo approvato con i voti della sola maggioranza – ha chiesto un impegno da parte dell’Amministrazione per dare un aiuto nelle tariffe alle famiglie residenti a Piacenza da almeno dieci anni». Mauro Monti (Liberi) ha chiesto più precisione e chiarezza nella presentazione degli emendamenti. «Risulta difficile votare un documento che parla di dare agevolazioni ai piacentini, cioè se un uomo si è sposato di recente con una donna di Gossolengo e viene ad abitare in città non ne ha diritto». L’emendamento è passato con i soli voti della maggioranza.  «Capiamo il vostro imbarazzo – è proseguito il dibattito con Christian Fiazza (Pd) - nel votare nuove tasse. Ci siamo passati anche noi. Le nostre scelte sono state confermate da voi». «Era improponibile – è il commento di Andrea Pugni (5 Stelle) - ridurre le tasse con questo bilancio.

Verso la fine della seduta, pochi istanti prima di votare, il simpatico siparietto del gruppo “Liberi”. Il capogruppo Massimo Trespidi ha tirato fuori un Amaro Lucano da offire alla maggioranza. «Serve per digerire certi provvedimenti come quello di oggi. Questo documento è indigesto, anche per il Pd, che vota contro o non partecipa a un testo che se chiudiamo gli occhi sembra dettato da loro. Vedo mancanza di coraggio: la maggioranza ha perso tempo e non è in grado adesso di ridurre le tasse. È vero, avete avuto altro da fare in questi mesi, però gran parte della campagna elettorale vostra era su questo. Abbiate più coraggio sul bilancio, non come oggi che è stato presentato un emendamento all’ultimo momento senza dirlo all’assessore Passoni». Il capogruppo della Lega Nord Stefano Cavalli ha accettato il dono con sportività. Al termine, la delibera è passata con il voto della sola maggioranza. Contro Rabuffi (Pc in Comune), Liberi e Cugini (Pd). Astenuti i 5 Stelle, mentre non hanno partecipato “Piacenza Più” e Piroli,Fiazza e Buscarini del Pd.

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