Il Pd per Marino: 200 iscritti "e non vogliamo padrini”

Quasi pronti per il 25 ottobre, giorno in cui si eleggerà il nuovo segretario del Partito Democratico. Soddisfatti i rappresentanti piacentini della mozione Marino: Non vogliamo padrini e basta con le scelte dall'alto, tutti devono poter fare la loro parte. E loro, i “mariniani” piacentini, sono in 200

Un Partito Democratico che c'è ed è ben piantato sul territorio. E' lapidario il circolo piacentino, snocciolando i dati della convenzione.  “Non c’è enfasi né autoesaltazione” dichiara il comitato di via Risorgimento: “Parlano i numeri. 450.000 iscritti al Pd si sono espressi in tutta Italia in merito alle tre linee programmatiche che porteranno all’elezione del nuovo segretario. Solo a Piacenza ci sono stati 38 congressi di circolo, 1777 iscritti che hanno partecipato attivamente e votato”. I mariniani piacentini, dal canto loro, sono circa 200 e con le idee chiare.

Non vogliono né padroni né padrini: “Proseguiremo con la stessa chiarezza, sottolineando i nostri sì ed i nostri no, orgogliosi di appartenere a un gruppo di lavoro dove l’unico portavoce è Marino. La mozione Marino è questo. Chiarezza, rottura dagli schemi, rinnovo della classe politica”. E soprattutto, niente burattinai che manovrano il teatrino. Come fanno, appunto, i padrini – specificano.
  Affrontiamo immediatamente l’emergenza economica, ma ripartiamo dai giovani, perché attraverso di loro si attuerà il vero Pd  

Poi, gli aderenti al comitato per Marino segretario, incalzano: “Ci piace sottoporre ai lettori un dibattito che ci ha appassionato e che non è meno attuale, impellente. La questione morale. Stiamo assistendo ai massimi livelli istituzionali ad un grave degrado morale. Non vogliamo essere banali e cadere in un ovvio antiberlusconismo.  Noi  siamo preoccupati per la crisi culturale che pervade larghi strati della nostra società, rispetto ai valori di lealtà, trasparenza e ricerca del bene comune. Ragionare su come ci siamo arrivati innescherebbe una discussione probabilmente senza vincitori né vinti”.

La loro soluzione? “Ripartiamo, ma ripartiamo dai giovani. Ripensiamo a una scuola orientata a un innalzamento vero della cultura, orientata all’integrazione dei giovani stranieri, ad un inserimento nel mondo del lavoro e che riconosca i meriti del singolo. Fin qui abbiamo assistito esclusivamente a dei tagli. Ripensiamo al sistema universitario, così diverso da una città all’altra, e non sempre competitivo rispetto ai livelli europei. Sosteniamo quelle realtà che possono accogliere ed educare i nostri figli. Ci riferiamo alle associazioni di volontariato di cui  Piacenza è un eccellente esempio. Aiutiamo i sodalizi sportivi con strutture adatte ad ogni disciplina, perché lo sport resta ormai l’unico ambito educativo vicino ai giovani e Piacenza ha migliaia di sportivi”.


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