Il ricordo di Anna Braghieri in consiglio comunale: «Donna coerente e attenta ai più deboli»

A Palazzo Mercanti un minuto di silenzio per ricordare la professoressa Braghieri, unico ex sindaco donna. Poi le riflessioni di Ferrari (Pd) e Foti (Fd’I) sull’annuncio del sindaco Dosi di non ricandidarsi

Anna Braghieri

Il consiglio comunale del 19 dicembre si è aperto nel ricordo della professoressa Anna Braghieri, unico sindaco donna della storia di Piacenza. Braghieri, scomparsa a 84 anni, fu anche consigliere e assessore. «Se ne è andata una grande donna – ha detto il presidente del consiglio comunale Christian Fiazza – ha saputo essere coerente, dimostrando dedizione, professionalità e attenzione verso i più deboli». L’aula ha osservato un minuto di silenzio per ricordare la scomparsa dell’ex presidente dell’Opera Pia Alberoni.

L’annuncio del sindaco Paolo Dosi di non ricandidarsi per il centrosinistra per un bis ha avuto vasto eco durante il dibattito in fase di comunicazioni. «La ringrazio – ha detto al sindaco il consigliere di Fratelli d’Italia Tommaso Foti - per aver mantenuto l’impegno di informare il consiglio comunale della sua decisione. Era nell’aria, scelta legittima, nessuno la può mettere in discussione. Non mi è piaciuto l’atteggiamento del suo partito. Almeno dovevano far la finta di dire “ripensaci”. Siamo avversari fino all’ultimo giorno di consigliatura, siamo su schieramenti diversi, e su qualche proposta abbiamo avuto anche una condivisione. È giusto dire però che con lei si chiuda una fase politica iniziata con Roberto Reggi, ora “desaparecido”. Siete tutti un po’ preoccupati per il futuro e poco per l’oggi. Chiediamo in questo lasso di consigliatura di lasciare fuori da quest’aula tutte le questioni interne. Non so se farete le Primarie, non so le faremo noi. Non so se vi presenterete compatti, non so se noi rimarremo compatti. Gli ultimi mesi di Vaciago non furono esaltanti: dobbiamo dare risposte fino all’ultimo giorno, è un dovere verso gli elettori che ci hanno votato. Il Pd ha una dose di cinismo che il vecchio Pci non aveva. Lei è stato un sindaco scelto alle Primarie, non designato. Prima ha vinto la competizione interna, poi quella contro gli altri schieramenti. Ora che decide di lasciare il comunicato del Pd mi dà l’idea del “coccodrillo giornalistico”. Lei voleva rinviare ancora di un po’ l’annuncio ma è stato piegato sull’altare delle necessità politiche del suo partito».

«Dopo che il sindaco – gli ha replicato il capogruppo Pd Claudio Ferrari - ha comunicato di non candidarsi volevo scrivere qualcosa, poi ho pensato di dirlo qui. Se il Pd non è intervenuto con richieste di ripensamento è perché parla poco, e quando lo fa, non interviene a vanvera. Se la decisione è irrevocabile è inutile continuare il discorso. Da noi è arrivato invece l’invito a non passare questi mesi pensando ad altro. Abbiamo ancora cinque mesi. Ci sono richieste dalla città, non possiamo permetterci di perdere tempo. Dosi ha sottratto tempo alla propria vita familiare, merita un ringraziamento da parte nostra. Rispettiamo la decisione e lavoreremo ancora insieme in questo periodo. Questa è una città vivibile, in cui si vive bene. Gestire i servizi che abbiamo con minori risorse è un problema dei prossimi anni. Ringrazio il sindaco che ci ha comunicato il suo futuro».

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