In Provincia il centrodestra boccia la fusione di Tempi Agenzia con Parma

Il "Patto per il trasporto pubblico 2018-2020" dell'Emilia-Romagna passa con i voti della maggioranza di centrosinistra. Contro il centrodestra (Forza Italia e Fratelli d'Italia), che in Comune a Piacenza si sono già espressi a favore in commissione

i banchi del centrodestra in Provincia

Centrodestra di lotta (in Provincia) e di governo (in Comune). Se in commissione consiliare nel capoluogo la maggioranza a sostegno del sindaco Patrizia Barbieri ha approvato il “Patto per il trasporto pubblico 2018-2020” della Regione Emilia-Romagna, in Provincia Forza Italia e Fratelli d’Italia (la Lega Nord non ha consiglieri eletti) hanno preferito mettersi contro la proposta, passata comunque con il voto della maggioranza di centrosinistra a sostegno dell’Amministrazione Rolleri. Nel patto per il trasporto è contenuta anche la fusione di “Tempi Agenzia”, l’agenzia del trasporto pubblico piacentino, con Parma. In Regione una realtà così piccola come quella piacentina non può più esistere: bisogna procedere all’accorpamento con Parma, come hanno già fatto tutte le altre realtà emiliane e romagnole. Da nove agenzie si è passati infatti ad averne cinque. Manca all’appello proprio Piacenza, che il patto costringe ad unirsi con Parma.

«La Regione – ha spiegato il consigliere con delega ai trasporti Luca Quintavalla - porta avanti un percorso del genere in un settore critico che dispone di poche risorse rispetto al passato ed è in sofferenza. I biglietti e gli abbonamenti, se va bene, coprono il 40% delle spese, nei territori più difficili può arrivare al massimo al 25%, perciò c’è sempre stato bisogno di contributi pubblici per sostenere il trasporto pubblico. Nel piano – ha commentato il sindaco di Castelvetro - sono coinvolti tutti gli enti. Il risultato finale è positivo». Quintavalla ha illustrato la difficile situazione. «Il nostro territorio sta lavorando in questi ultimi mesi alla nuova gara di affidamento del servizio di trasporto pubblico per quanto riguarda il bacino di Piacenza. Parma ha già fatto la sua, è stata assegnata ad un nuovo gestore che ha giocato al ribasso e poi questa è stata sospesa dopo un contenzioso, in attesa di una sentenza. Se sarà annullata la gara, per Piacenza si apre una discussione importante: se il bacino diventa quello delle due province, ci sarà un’unica gara per i due territori». Ma se la gara verrà poi sbloccata e convalidata, avremmo così un unico bacino di utenza con – probabilmente – diversi gestori del servizio di trasporto. Nel patto è comunque sancito che, qualunque sia il nuovo gestore del trasporto pubblico piacentino, dovrà impegnarsi a coinvolgere i lavoratori che attualmente operano per conto di Seta.

Forza Italia, per voce di Matteo Lunni, ha espresso le sue critiche. «Questa ipotesi dell’agenzia con Parma – ha detto Lunni - e di un bacino unico è sempre stata vista come una “bestia nera”. Si è sempre temuto per le zone di campagna e di montagna. Nel Piacentino abbiamo lunghi tratti di strade di montagna. Comunque nel piano si parla di rapporti con le Marche e con il Veneto, ma ai piacentini interessa l’asse lombardo, con Milano, Cremona, Lodi. Dovremmo insistere sui rapporti interregionali con questa regione». Lunni ha chiesto di migliorare i trasporti ferroviari. «Oltre ai treni nuovi bisogna curare la manutenzione degli altri, e avere attenzione per le tratte “minori”».

«A volte – ha preso la parola Massimo Castelli del Pd - non ha senso far girare delle corriere vuote. Bisogna rivedere il modello complessivo del sistema di trasporti locale, per trovare un giusto equilibrio tra utenza, esigenze e risorse. Un ragazzo che abita a Ottone ha un abbonamento che costa moltissimo e non è in grado di passare il pomeriggio in città per tornare a casa alla sera. Lasciamo a noi amministratori la possibilità di gestire il budget e i chilometri percorsi. Quelli che usiamo sono modelli vecchi. Io comunque non sono preoccupato dal bacino più grande».

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Al termine del dibattito il centrodestra, in modo compatto, ha preferito dichiararsi contrario alla sottoscrizione del patto: Matteo Lunni, Giuseppe Freppoli (Forza Italia), Giancarlo Tagliaferri e Sergio Bursi (Fratelli d’Italia) e Federico Francia (civico) hanno così evidenziato i limiti del patto. Patto che proprio oggi - 30 novembre - verrà discusso (e votato) in Consiglio comunale a Piacenza. Dove il centrodestra, seppur con qualche mal di pancia (in commissione  Michele Giardino e Mauro Saccardi di Forza Italia si sono dimostrati molto perplessi), è chiamato ad approvarlo. O almeno questa è l'indicazione della Giunta Barbieri.

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