L'impegno in Regione di Foti: «Preoccupante la situazione della sanità piacentina»

Tommaso Foti presenta i dati della sua attività in Assemblea regionale nel corso del 2017: da solo rappresenta il 6,66% di tutta l'attività legislativa dell'ente, l’11,06% di quella d’indirizzo e il 10,49% di quella ispettiva. Pronto per le Elezioni Politiche? «Sto bene in Regione, se arriveranno delle proposte di candidatura per Roma le valuterò»

Tommaso Foti e Giancarlo Tagliaferri

«La mia è un’opposizione con lo stile di maggioranza, non è un’opposizione preconcetta». Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, con i mano due faldoni che contengono tutta la rassegna stampa che lo riguarda, sintetizza il suo impegno a Bologna. Lo fa presentando alcuni dati sulla sua attività da consigliere di opposizione negli ultimi dodici mesi. Nel corso del 2017 Foti ha partecipato a 45 sedute dell’Assemblea legislativa su 49, è intervenuto 185 volte presentando 85 emendamenti (di cui 25 approvati, 56 respinti e 4 ritirati). Nelle varie commissioni ha partecipato a 115 sedute con 240 interventi. Il piacentino rappresenta da solo il 6,66% di tutta l’attività legislativa dell’Assemblea (composta da 50 consiglieri): Foti ha presentato tre progetti di legge. Rappresenta da solo l’11,06% di tutta l’attività di indirizzo dell’ente, con una mozione, 12 ordini del giorno e 31 risoluzioni. L’attività ispettiva dell’ex parlamentare è il 10,49% del totale: 7 interpellanze, 4 interrogazioni orali, 139 interrogazioni scritte, 14 interrogazioni a risposta immediata e una richiesta di commissione speciale. Gran parte di questa attività riguarda il territorio piacentino. «Ma c’è anche impegno per gli altri territori della Regione – precisa -, perché essendo l’unico rappresentante di Fratelli d’Italia devo ascoltare le istanze delle altre province».

AUTONOMIA REGIONALE

La Regione corre verso l’autonomia regionale. Fratelli d’Italia vorrebbe però frenare. «Il problema è che in quello che ha detto Bonaccini ho sentito parlare più di tassazione che di autonomia: ad esempio sui bolli auto. Ho quando sostiene che con la funzione del lavoro in capo alla Regione verranno fatti più controlli. Non mi pare di vedere grandi forme di autonomia. Qua mi pare che si si stia alzando il livello di tassazione e burocratizzazione e basta. Ci vorrebbe un presidenzialismo forte a livello Statale e regioni più agili e senza carichi burocratici. Non vorrei che si fosse cavalcato il tema dell’autonomia per la campagna elettorale: anche perché non sposta un voto questo percorso».

LA PRIORITA’ E’ LA SANITA’

«La mia azione nel corso del 2017 è stata molto dedicata ai temi sanitari. Ci sono delle situazioni dell’Ausl piacentina preoccupanti: è inutile che qualcuno si lodi e s’imbrodi continuamente. La realtà dei fatti la dovrebbero illustrarla i pazienti, che hanno solo “pazienza”, non i dirigenti. Sull’ospedale di Fiorenzuola e quello di Piacenza ho messo in chiaro le verità che risultano agli atti e nei fatti, non quelle raccontate da qualcuno. Rimangono i problemi dello spostamento del laboratorio di analisi e quello del reparto di anestesia e rianimazione di Piacenza. C’è il tema delle Case delle Salute: verrà individuata una Casa della Salute in Valdarda in un luogo che ospita tre vecchi uffici. A Podenzano i rapporti con la classe medica sono stati gestiti male, quanto successo lì grida vendetta. In altri tempi non ho difficoltà a dire che i direttori generali sarebbero stati tirati per le orecchie, in tempi di politically correct si fa finta di non sapere, anche perché chi li controlla è lo stesso che li nomina. Sarebbe giusto nominare i direttori generali con i concorsi».

NUOVO OSPEDALE

«Sarà un anno significativo sulla vicenda del nuovo ospedale di Piacenza. Vedo e sento poche e confuse idee su cosa fare della parte vecchia da parte dell’Ausl, proprietaria di quegli immobili. Nessuno ci ha comunque mai dimostrato che non si può fare il nuovo ospedale in quello vecchio, vorrei sapere almeno se l’Ausl ha delle idee radicate e un programma di lavori che evitino di fare diventare quel luogo una “ratera” (un luogo di ratti, ndr)».

LE ALTRE BATTAGLIE IN REGIONE

Foti ha passato in rassegna i più importanti temi trattati dai banchi dell’opposizione in Assemblea regionale. «C’è stato impegno per il settore dei trasporti e dei pendolari. Ricordo l’errore nel calcolo degli abbonamenti dei pendolari, c’è stato il problema della biglietteria di Fiorenzuola a rischio chiusura, la tratta Bologna-Milano che è censurabile (nelle fasce di orario che interessano i lavoratori e studenti piacentini è indubbio che vi è un sistema che non favorisce i pendolari). Ci siamo occupati della vicenda dell’ospedale di Villanova (che dovrebbe diventare un centro Paralimpico, ndr) che tutti danno oggi per chiusa. Ne ho visti di annunci…ma poi fare le cose e a verificare i costi per i cittadini è un’altra cosa».

«Tante le risoluzioni di Fratelli d’Italia approvate: ricordo quella sul ruolo delle Province dopo il Referendum Costituzionale. Non so fino a quando la rete stradale provinciale potrà tenere in queste condizioni. Continuare a toppare delle buche non risolve il problema della percorribilità delle strade». «Rimane ancora sul tavolo la vicenda comica della bretella della tangenziale che dovrebbe arrivare a San Giorgio. Mi pare una storia piena di annunci: siamo nel 2018, ed era stato detto che l’inaugurazione sarebbe avvenuta nel 2017. Speriamo di non dover attendere ancora tempi biblici per una soluzione che sgraverebbe tutta una parte di traffico che ora coinvolge la provinciale per Carpaneto».

«Mi sono occupato del polo universitario piacentino: il potenziamento strutturale dell’Università Cattolica di Cremona è inevitabile che sia una concorrenza all’ateneo piacentino. C’è stato interesse su tutti i temi possibili: la pesca, la caccia e gli Atc e l’acqua (mi riferisco agli accordi con la Regione Liguria, è il disciplinare della diga del Brugneto che va cambiato per non penalizzare il nostro territorio). La nuova legge urbanistica regionale non mi convince: in realtà vorrebbe in sé avere un principio condivisibile – quello del recupero e della rigenerazione urbana –, ma è un bell’obbiettivo solo se vengono stanziati tanti milioni di euro.  Se pensiamo che il privato si accolli tutti i costi senza aiuti non succederà nulla».

NEL FUTURO DI FOTI C’E’ IL PARLAMENTO?

Tommaso Foti sembra in pole position per una candidatura in Parlamento. Sarebbe un ritorno: Foti è entrato alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1996 (Polo delle Libertà) ed è stato riconfermato nel 2001, 2006 e 2008 (Casa delle Libertà). Nel 2013 con Fratelli d'Italia nato da qualche mese non ce l'ha fatta per pochi voti. Rimane da capire se ora troverà posto nel collegio uninominale di Piacenza alla Camera per il centrodestra, per quello del Senato (con il territorio parmense) o nel listino del proporzionale Piacenza-Parma-Modena-Reggio Emilia. «Sto bene in Regione – si limita a commentare Foti -, se ci saranno delle proposte le valuteremo. Fratelli d’Italia, lo ricordo, non ha votato la legge elettorale Rosatellum ed è coinvolta in una pratica che avremmo preferito che non ci fosse più. Il centrodestra con il Matarellum avrebbe stravinto alla Camera e al Senato. Ora occorre che il centrodestra faccia un buon risultato: al Senato è più difficile perché il recupero dei seggi è su base nazionale».

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