Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Le minoranze: «Serve una commissione speciale sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste»

La richiesta di tutte le forze politiche all’opposizione dopo l’arresto di Giuseppe Caruso: «Sarebbe molto pericoloso per tutta la comunità piacentina che le istituzioni politiche rimuovessero il problema dell’infiltrazione mafiosa nel territorio»

Il Consiglio Comunale di Piacenza necessita di una commissione speciale sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste nel nostro territorio. È quanto sostengono tutte le forze d’opposizione – Piacenza del futuro, Piacenza Oltre, Piacenza in Comune, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi – che hanno chiesto l’istituzione della commissione – sprovvista di gettoni di presenza per i consiglieri – per comprendere e analizzare le dinamiche (i meccanismi culturali, sociali, imprenditoriali e comunicativi) utilizzati dalle associazioni criminali nel nostro territorio. Commissione che abbia la facoltà di delegare ad esperti e studiosi, anche attraverso la promozione di un approfondimento o studio specifico sulla tematica.

«Sono ancora nella memoria collettiva – spiegano i consiglieri d’opposizione - i fatti legati all’arresto dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Caruso-6Comunale di Piacenza: Giuseppe Caruso. Un gruppo di studio - “ricerca Cross”, diretto dal professor Nando Dalla Chiesa - recentemente, e per primo, ha iniziato ad approfondire la tematica all’interno del quadrilatero: Piacenza-Reggio Emilia-Cremona-Mantova. Riconosciamo la validità della tesi diffusa dal libro-studio: “Rosso Mafia – la ’ndrangheta a Reggio Emilia, pubblicato da Nando Della Chiesa e dalla dottoressa Federica Cabral, che la identifica come movimento sociale di conquista. In diffuse città o cittadine emiliane, alcune delle quali a noi limitrofe - Reggio Emilia, Brescello, Viadana, Monticelli d’Ongina, Salsomaggiore Terme, Sala Baganza, Finale Emilia - sono emersi profondi gradi di civilizzazione ‘ndranghetista».

«Sarebbe molto pericoloso – si legge nel testo della proposta - per tutta la comunità piacentina, che le istituzioni politiche- amministrative rimuovessero il problema dell’infiltrazione mafiosa sul nostro territorio e in particolare della ‘ndrangheta. È doveroso, necessario e nostro compito, suscitare ed alimentare, affiancandoci alle indagini, un movimento uguale e contrario della cittadinanza, coinvolgendo le sue varie e molteplici rappresentanze, alla presenza mafiosa nel nostro territorio e in particolare alla ‘ndrangheta. Un movimento sociale, uguale e contrario, che coinvolga la comunità piacentina al fine di evitare, in un primo momento, due rischi: la rimozione del fenomeno che potrebbe nascondere un’abdicazione a combattere la “buona battaglia” per la città di Piacenza; il mancato riconoscimento, perché impreparati e inconsapevoli del nemico, della dichiarazione di guerra che le associazioni criminali e in particolare la ‘ndrangheta hanno mosso alla nostra comunità. È richiesta visione, coraggio e passione per la nostra città e per il suo futuro per non abdicare, immobili, al fenomeno mafioso».

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