«Le polemiche fanno bene alla Lega Nord. Saremo uniti per la città»

Massimo Polledri tasta l'unità del centrodestra con un incontro pubblico sabato 21 gennaio. «Io candidato sindaco? In prima fila non ci voglio più stare: ma non sono io il mandante del rovesciamento di Zandonella». Il flop alle Provinciali? «Rancan dovrebbe chiedere scusa»

Massimo Polledri

Massimo Polledri, consigliere comunale della Lega Nord, prova a calarsi nel ruolo di “federatore” del centrodestra.  Sabato 21 gennaio, alle ore 17, in via Martiri della Resistenza 8, ha infatti organizzato l’incontro “Ripartiamo da No…i!”, a cui parteciperanno Gianluca Vinci (Lega Nord), Fabio Callori (Forza Italia) e Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), oltre ai consiglieri comunali Lucia Girometta (Forza Italia), Marco Colosimo (Piacenza Viva) e Erika Opizzi (Fratelli d’Italia). Durante l’incontro si parlerà del dopo Referendum, ma l’attenzione sarà tutta rivolta all’importante appuntamento elettorale della primavera: le Amministrative a Piacenza. Polledri auspica che all’evento vengano gettate le basi per costruire una squadra valida e pronta ad essere l’alternativa al centrosinistra.

Come sta andando la “reunion” del centrodestra? «Ci stiamo rendendo conto – spiega lo stesso consigliere - che questo è un periodo grave e straordinario: ci sono fragilità sociali e problemi di sicurezza non solo a Piacenza. Dobbiamo provare a trovare persone di buona volontà che sappiano fare squadra per il centrodestra unito. L’evento di sabato servirà per ricevere la “benedizione” delle segreterie regionali dei nostri partiti. Parleremo di programma e priorità: ci saranno i più esperti come me e Foti e giovani capaci come Colosimo».

Fino a poco tempo nel centrodestra c’era un “tutti contro tutti”. Perché mai i piacentini dovrebbero fidarsi di voi? «Dovrebbero votarci – è la risposta di Polledri - perché Piacenza oggi è malgovernata: lo si capisce da tante cose, dalla rivoluzione su Corso Vittorio Emanuele di Cisini che ha danneggiato il commercio ai branchi di giovinastri che urinano tutte le sere dietro Palazzo Gotico. Se ci fossimo noi al governo della città andremmo con gli idranti a lavarli tutti. Il Pd, che è molto radicato, non ha più contatto con la realtà cittadina: Piacenza si è trasformata in un luogo di egoismi in cui se qualcuno bussa alla porta dei politici non trova nessuno. Il centrodestra deve perciò fare un bel bagno di realismo e fare un patto con la città, ripartendo dalle idee. È finita l’epoca dei sindaci che si presentano come “unto del Signore”: ci vuole una squadra e un programma».

Però nella Lega i problemi sono tanti tra uscite dal partito, espulsioni, sospensioni, dimissioni e polemiche interne…«Qualche discussione fa bene – minimizza Polledri – alla Lega, questa è democrazia, e così si stanno portando energie e risorse, tanto che Matteo Salvini si sta molto interessando di Piacenza, e lo stesso fa la segreteria emiliana del nostro movimento».

L’ex deputato e senatore non intende commentare l’operato del segretario provinciale Pietro Pisani. «Sono un consigliere nazionale – si limita a dire - che si mette a disposizione. Dobbiamo lavorare tutti insieme perché su Piacenza la Lega si gioca molto e non è certo tempo per le “primedonne”. Io sono convinto che all’unità della Lega e del centrodestra ci arriveremo». Se Pisani non finisce nel mirino del consigliere comunale Polledri, una bordata se la prende un altro big del Carroccio. «Può capitare a tutti, lungo il cammino, di sbagliare. In politica esistono “buoni politici” e “cattivi politici”. Gli appartenenti di entrambe le categorie possono commettere degli sbagli e perdere delle elezioni come le Provinciali dei giorni scorsi. Ma i primi ammettono la sconfitta, chiedono scusa e si prendono le proprie responsabilità. I secondi non lo fanno. Chi ha gestito la partita delle Provinciali – Polledri si sta riferendo al consigliere regionale Matteo Rancan, nda – dovrebbe chiedere scusa per quanto successo».

Qualcuno sostiene che Polledri sia il mandante delle dimissioni di Gulieri e Mancioppi dal direttivo di Piacenza, dimissioni che hanno fatto decadere il segretario cittadino Luca Zandonella, vicinissimo a Rancan. «Non posso essere il mandante. Non chiedo fedeltà e non pretendo niente da nessuno. Nessuno accetterebbe di fare cose del genere per mio conto. Io stesso sono stato espulso e poi sono tornato senza rancore. Dentro alla Lega stanno succedendo cose che capitano in tutti i partiti». 

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