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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

«Nessuno si chiede perché a Wuhan ricercatori cinesi stessero producendo il Covid19»

L'intervento del consigliere di "Piacenza in Comune" Luigi Rabuffi

Luigi Rabuffi (3)-2-2«Mentre il “corona virus” ci devasta la quotidianità - fa sapere il consigliere comunale di "Piacenza in Comune" Luigi Rabuffi - obbligandoci a convivere con la paura del contagio. Mentre il virus affonda le Borse di tutto il mondo e con esse l’economia globale, bloccando la produzione industriale ed il turismo, limitando la mobilità di persone e di merci, obbligando la chiusura delle attività commerciali. Mentre gli economisti aggiornano i costi che si scaricheranno sui bilanci nazionali, sul PIL e sui debiti sovrani, annunciando una fase di recessione e di impoverimento globale. Mentre accade tutto questo nessuno si chiede perché a Wuhan, in un laboratorio di massima sicurezza del Centro per il Controllo delle Malattie, i ricercatori cinesi stessero producendo il COVID19, combinando il virus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la SARS nei topi. Motivi commerciali (vendita di virus)? Motivi sanitari (prevenzione)? Motivi di difesa nazionale (bioterrorismo)? O motivi militari (guerra batteriologica)? Personalmente non ho una risposta, anche se l’ipotesi di aggiungere all’arsenale batteriologico un ulteriore strumento di morte e di terrore mi sembra purtroppo, in questo mondo irrazionale, quella più probabile. Di certo, visto lo “strano” silenzio su questo argomento da parte dei governanti di tutto il globo, ho il sospetto che in ogni Paese vi siano 10, 100 laboratori nascosti, finanziati sottobanco, pronti a sconvolgere la nostra precaria esistenza. Di certo, come questa vicenda andrà a finire ce lo dirà il tempo. Nel mentre auguro a tutti i piacentini di trovare la capacità di affrontare e vincere un virus ben più letale del COVID19, un virus che non si ferma con le mascherine o con l’isolamento e neppure con i guanti o con il disinfettante. È il virus della paura. Contro quello c’è un solo rimedio: aprire gli occhi, rimboccarsi le maniche e andare avanti tutti insieme. Perché virus o no-virus la vita, per fortuna, continua …». 

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