«Vogliamo raccogliere 500 mila firme contro il fiscal compact»

Partita la campagna referendaria promossa da Cigl per abrogare la legge 243 del 2012. L'obiettivo è raccogliere 500 mila entro il 30 settembre. Anche a Piacenza e provincia le sigle che partecipano si stanno mobilitando, mentre a settembre è previsto in città un evento con esponenti nazionali

Favali, Malacalza, Danese, Zilocchi, Bussacchini, Cordani

Contro le politiche di austerità adottate dall’Europa e dall’Italia parte la campagna referendaria della Cgil per cambiare la legge sul Fiscal Compact. «Critichiamo le scelte economiche di austerità dell’Europa – ha esordito il segretario provinciale Cigl Gianluca Zilocchi – e proponiamo perciò un referendum abrogativo composto da quattro quesiti. Vogliamo cambiare le scelte politiche di questa Europa: ci sono stati imposti troppi vincoli negli ultimi anni che vogliamo contrastare. I cittadini devono giocare un ruolo importante durante questo semestre italiano in Europa. Quello riunito oggi – ha concluso Zilocchi – è il nostro comitato provinciale, che è composto da quelle sigle nazionali che si sono impegnate per la raccolta delle firme. Insieme lavoreremo per questo obiettivo, ma siamo aperti a tutti: se vi sono esponenti del mondo dell’economia piacentina che vogliono partecipare, sono ben accetti». Ivo Bussacchini, segretario provinciale Fiom, ha provato a spiegare le ragioni del referendum. «Se raccogliamo 500mila firme entro il 30 settembre, potremo votare per il referendum in primavera. I quattro quesiti che vogliamo presentare sono stati condivisi da 15 accademici e politologi di fama nazionale come Cesare Salvi, Mario Baldassarri e il sondaggista Nicola Piepoli. Vogliamo abrogare la legge 243 del 2012, proposta da Berlusconi e ultimata dal premier Monti». I quattro quesiti per cui vengono raccolte le firme vogliono togliere il pareggio di bilancio dalla Costituzione, dare all’Italia la possibilità di decidere dei propri investimenti, abrogare le norme che limitano il ricorso agli indebitamenti per realizzare operazioni finanziarie e attivare in modo obbligatorio il meccanismo di correzione delle politiche di finanza pubblica senza passare attraverso i trattati internazionali.

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«Le firme – continua Bussacchini - verranno raccolte nei banchetti presenti durante i mercati dei comuni più popolosi del Piacentino. Abbiamo inviato comunicazioni ai nostri tesserati: speriamo di ottenere a Piacenza un buon risultato. A settembre inoltre organizzeremo in città un evento con esponenti nazionali delle sigle che aderiscono per sensibilizzare i cittadini della questione». «Raccogliere le firme – ha dichiarato Tamer Favali di Spi Cigl - è anche un modo per prepararsi all’eventuale conflitto referendario. Bisogna assolutamente allentare le maglie del rigidismo, e il referendum va in questa direzione. Se Renzi continua a martellare per stringere questi vincoli dell’Europa, allora saremo contro di lui. Quello che stiamo iniziando a fare già da oggi avrà conseguenze sulla politica italiana ed europea. Questa iniziativa è una questione sociale che interessa tutti: lavoratori, industriali, commercianti». «Noi di Auser partecipiamo – ha detto il presidente Sergio Danese – perché siamo un’antenna sensibile delle realtà difficili. Queste norme strangolano la situazione attuale». «Non siamo euroscettici come qualcuno potrebbe pensare – ha evidenziato Claudio Malacalza di Sunia – ma vogliamo semplicemente un’Europa diversa, non basata su banche e finanze. Occorre una nuova politica economica: le risorse sono sempre bloccate dai patti di stabilità di Comuni, Province e Regioni». Ha dato il suo appoggio alla campagna referendaria anche Federconsumatori. Mentre le sigle stanno organizzando l’evento di settembre (probabilmente si svolgerà nella prima settimana del mese), a breve saranno comunicate date e luoghi dei banchetti presenti sul territorio piacentino per la raccolta delle firme.

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