Residuo fiscale, Rancan (Lega): «Le tasse dei piacentini restino sul territorio»

Il consigliere del Carroccio: «Il residuo fiscale è un furto legalizzato, perpetrato da Roma nei confronti dell’Emilia Romagna, che in otto anni è costato complessivamente ad ogni piacentino 32mila euro pro capite, quasi 3mila euro all’anno»

«Il residuo fiscale è un furto legalizzato, perpetrato da Roma nei confronti dell’Emilia Romagna, che in otto anni è costato complessivamente ad ogni piacentino 32mila euro pro capite, quasi 3mila euro all’anno». Così il consigliere Matteo Rancan della Lega Nord sui dati richiesti dal gruppo consigliare del Carroccio in Assemblea legislativa per il periodo tra il 2006 e il 2014 riguardo la differenza tra le entrate raccolte dallo Stato in Emilia Romagna e le risorse spese per l’erogazione dei servizi.

«Siamo di fronte ad un dato sconcertante -  accusa il conigliere - che dimostra la voracità di un sistema strutturato per togliere risorse fiscali ai territori e consegnarle nelle mani di uno Stato incapace di ridistribuire i servizi per i quali i cittadini pagano. Da parte della Regione e della giunta Bonaccini serve una volta per tutte un’azione di forza nei confronti del governo di Roma affinché possano essere trattenuti sul territorio i tributi versati dai piacentini e dagli altri emiliano-romagnoli».

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