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Sanità locale, secondo i sindaci mancano all’appello dieci milioni di euro

Conferenza socio-sanitaria a confronto sui problemi della sanità piacentina: si chiede alla Regione di rivedere alcuni criteri di ripartizione dei fondi alle diverse Ausl locali

Mancano all’appello dieci milioni di euro per la sanità piacentina. È la stima fatta dai sindaci che compongono la Conferenza socio-sanitaria territoriale, guidata dalla presidente Patrizia Calza, che presenteranno alla Regione Emilia-Romagna un documento che precisa la mancanza di risorse per il sistema sanitario locale. Le risorse non bastano, anzi: i sindaci chiedono di rivedere i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti alle aziende Ausl della regione Emilia-Romagna. I sindaci si sono dati dieci giorni di tempo per raccogliere istanze, sollecitazioni, problemi e osservazioni e renderli più espliciti a Bologna. La ripartizione dei fondi in base alla quantità di popolazione penalizza il territorio piacentino, in favore di altre realtà più popolose. Per questo i sindaci chiedono di introdurre altri criteri per l’assegnazione delle risorse sul territorio, fra cui la virtuosità di gestione e la capacità di risultato, compresa la qualità della spesa. I sindaci pretendono anche uno stanziamento separato dedicato alle Case della Salute, in particolare per quei territori di montagna a cui fanno riferimento. Per la salvaguardia del sistema piacentino sono stati così quantificati dieci milioni di euro. «Bisogna fare la lista della spesa – ha osservato il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali -, presidio per presidio, ospedali e case della salute, di tutte le necessità, e presentarla alla Regione». «Questo documento mi pare un pretesto per procrastinare il voto – ha dichiarato il primo cittadino di Castelsangiovanni Lucia Fontana -. Ci vedo in questo testo una voglia di risposte, ovvero che la Regione non ci dà abbastanza finanziamenti. Si vuole così rinviare il voto e integrare il documento con specifiche richieste. Il problema della mancanza dei medici c'è in tutta Italia ma da noi non vogliono venire e quelli giovani che si formano vogliono andare altrove». «Il documento tratta problemi oggettivi – ha aggiunto Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza -, poi ci sono una serie di richieste e di problemi di tanti colleghi che emergeranno meglio il 30 maggio». «Penso che questo voto – ha espresso Raffaele Veneziani - sarà frammentato, si è andati avanti alla spicciolata. Non siamo credibili e la Regione ci tratterà come sempre come gli ultimi. I sindaci si devono coordinare prima del voto. Invece siamo frammentati. Siamo piccoli di fronte alla Regione, bisogna raccogliere e condividere degli obiettivi come territorio per essere ascoltati a Bologna. Facciamo sintesi politica prima, mi dispiace essermi consultato solamente con gli altri amministratori di Rottofreno. Mi sento un po' solo».

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