Scuola, la Regione: «Linee guida del Governo non ci convincono, ma a settembre vogliamo riaprire»

Informativa dell'assessore Salomoni in commissione. Le opposizioni: «Fateci partecipare ai tavoli, ne abbiamo diritto». Maggioranza: «Obiettivo settembre? Faremo qualsiasi cosa»

Se si parla di riapertura delle scuole, governo e Regioni sono in forte contrasto. E a confermarlo, oggi in commissione Cultura (presieduta da Francesca Marchetti) è stata l'assessora alla Scuola Paola Salomoni, che ha spiegato come "si sia aperto un dibattito col governo perché ci sono punti che non ci trovano d'accordo e, a prescindere dal colore politico, le Regioni si sono schierate tutte all'unanimità nel trovare punti di criticità che vanno eliminati". Ed emerge chiaramente dal documento scritto da Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Veneto, "dove viene sollecitata chiarezza riguardo alle mascherine sì o no in classe- ha sottolineato Salomoni- e sulla modalità di uso della mensa". Tutte questioni che, stando alle promesse fatte dal ministro Speranza, "verranno affrontate a settembre, visto che la situazione epidemiologica può essere variabile, ora è inutile perdersi nel dettaglio".

Ma c'è una questione, in particolare, che secondo la Regione Emilia-Romagna è una grossa 'pecca': la didattica a distanza. "Al Governo- ha sottolineato l'assessore- viene vista come possibile modalità ordinaria, non si specifica che è legata a una situazione emergenziale, ma le Regioni si sono spese sul fatto che questa ordinarietà deve essere eliminata". Poi, il capitolo dell'organico: "Servono più spazi e più docenti, invece il documento del ministero non cita minimamente queste questioni". Dunque, tutte posizioni "incomprensibili, per noi sono necessarie modifiche". Problemi che nascono anche dal fatto che "vengono istituiti mille tavoli diversi che non affrontano tematiche importanti, dunque- ha rimarcato l'assessore- abbiamo chiesto un chiaro sistema di governance, in cui si prendano decisioni". Anche per questo la Regione ha istituito un tavolo più operativo con l'ufficio scolastico e la Province: a queste ultime abbiamo chiesto di tornare a svolgere funzioni di Area Vasta". Inoltre, nel documento del Governo emerge che "il lavoro vero lo devono fare le strutture locali e le autonomie scolastiche, tutto è in mano al preside, "ma noi abbiamo chiesto che ci sia un quadro normativo di riferimento".

Questioni, quelle sollevate dall'assessora, che hanno sollevato le voci dei consiglieri. Per Valentina Stragliati (Lega) "siamo in netto ritardo, si è lasciata l'istituzione scuola come ultima. Questo è un piano che non contiene disposizioni operative, si scarica tutta la responsabilità sulle autonomie scolastiche e molte scuole hanno già problemi di spazio o sono in edifici vecchi".  Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d'Italia si chiede come "sia possibile che ad oggi vediamo ristoranti, bar e locali da ballo aperti mentre gli studenti non hanno ancora capito se torneranno a scuola. La didattica a distanza è stata utile, ma non può essere pienamente sostitutiva del problema, anche perché non tutte le famiglie hanno strumenti tecnologici adeguati. E poi c'è anche la ripresa delle università, che non è mai stata menzionata. L'atteggiamento del ministero sembra dire 'arrangiatevi'". Da Matteo Montevecchi della Lega arriva la richiesta di "prendere in considerazione l'ipotesi di aprire le scuole a fine settembre". Per quanto riguarda l'organico: "La Regione stanzierà risorse? E oltre alle misure già prese e alle risorse già stanziate, la Regione ad oggi ha intenzione di stanziare risorse per le scuole paritarie primarie e secondarie e per servizi educativi non convenzionati?".

Secondo Valentina Castaldini (Forza Italia) "bisogna distinguere tra competenze del governo e della Regione. Chiedo di sedermi anche io ai tavoli della Regione, perché l'opposizione (ma anche chi compone questa commissione) deve poter sapere cosa viene detto". Ed esiste anche "un approccio logistico, come la riorganizzazione dei trasporti che- secondo Marco Mastacchi della lista Borgonzoni- rischia di essere difficile da affrontare".

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Da Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) arriva la richiesta di "ampliare le vaccinazioni per bambini e ragazzi perché la riapertura delle scuole scatenerà una certa mobilitazione" mentre Massimo Iotti (Partito democratico) rimarca un concetto: "Vogliamo sentirci dire che a settembre le scuole saranno riaperte, facendo qualsiasi cosa per arrivare all'obiettivo. Le competenze sono precise e il governo ha competenze che la Regione non ha".

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