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Stragliati: «Regione consenta a chi soffre di sensibilità chimica multipla di poter accedere in sicurezza alle cure»

Una patologia che li rende particolarmente vulnerabili nei confronti di sostanze chimiche presenti negli ambienti di cura e di vita quotidiana, ma anche nei riguardi di molti tipi di farmaci

Tra le pieghe della lotta quotidiana al Covid ci sono anche i pazienti più “fragili”. Coloro i quali non possono accedere alle cure come gli altri, poiché il loro disturbo si chiama: “sensibilità chimica multipla” (o Mcs). Una patologia che li rende particolarmente vulnerabili nei confronti di sostanze chimiche presenti negli ambienti di cura e di vita quotidiana, ma anche nei riguardi di molti tipi di farmaci. «La Regione aveva preso l’impegno di occuparsi di questo problema ben prima della pandemia, ma per anni un documento approvato all’unanimità in Assemblea legislativa è rimasto chiuso nel cassetto dell’assessore alla sanità», dice il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini. Primo firmatario di una risoluzione che è stata depositata in queste ore, a firma anche di altri esponenti del Carroccio: Daniele Marchetti, Simone Pelloni, Valentina Stragliati. «Gli ambienti di cura – dicono dalla Lega – sono contrassegnati da un massiccio impiego di disinfettanti e igienizzanti. Cittadini e associazioni dei malati, come Amica, chiedono di poter andare incontro alle esigenze di chi soffre di sensibilità chimica multipla, attraverso la disposizione regionale di linee guida, che ricalchino quanto si è fatto a Cona, dove è stata approvata una rigorosa “Istruzione interaziendale” operativa». Lo scorso dicembre, le associazioni dei malati di Mcs hanno scritto una lettera ai governatori, tra i quali Bonaccini, per evidenziare le loro necessità. «Questi pazienti – dicono i leghisti – hanno difficoltà anche ad essere curati in caso di infezione da Covid, per la loro intolleranza verso molti farmaci, e necessitano perciò di una terapia attraverso plasma iperimmune. Dalla Regione attendono risposte, che ci auguriamo possano arrivare, finalmente, da un confronto sulla nostra risoluzione».

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