Tagliaferri: «Regione aiuti anche liberi professionisti»

«Attivare misure economiche a sostegno del lavoro autonomo alle prese con l’emergenza coronavirus, con particolare attenzione ai liberi professionisti»

Attivare misure economiche a sostegno del lavoro autonomo alle prese con l’emergenza coronavirus, con particolare attenzione ai liberi professionisti. La richiesta arriva da Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che, in un’interrogazione, sottolinea come il decreto Cura Italia «abbia previsto importanti quanto parziali misure di sostegno all’economia, alle imprese e ai lavoratori, ma non disponga sufficienti interventi a favore del lavoro autonomo e sostanzialmente escluda da concreti interventi i professionisti iscritti alla casse di previdenza professionale come gli avvocati, gli ingegneri, gli architetti, i commercialisti e i geometri». Per il consigliere, infatti, il governo avrebbe stanziato per queste categorie «solo 300 milioni da integrare attraverso le casse professionali, notoriamente in sofferenza da anni, e con modalità incerte e di complicata attuazione». Da qui la richiesta dell’esponente di Fratelli d’Italia alla Giunta affinché si attivi perché «oltre alle fondamentali misure di salvaguardia della salute, vengano urgentemente messe allo studio e in atto misure di sostegno al lavoro autonomo, in particolare a favore dei professionisti iscritti alle casse di previdenza professionali, al momento esclusi da ogni forma di sostegno economico, anche sollecitando in tal senso l'esecutivo».

TAGLIAFERRI: "NON SI SVENDE L’ITALIA. SUBITO LIQUIDITA’ PER LA RIPRESA. GOVERNO CONTE E GIUNTA BONACCINI INADEGUATI"

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“Non sono fake. I 50 milioni elargiti dal Governo Conte, in questi giorni, alla Tunisia e i 21 alla Bolivia sono notizia vera. Così come i 500 milioni che il Governo butterà a breve nel calderone della cooperazione internazionale. Anche in tempi normali avremmo voluto vedere chiaro sull’utilizzo di queste risorse. Oggi ancora di più, visto che il premier Conte lesina anche sui fondi destinati ai buoni spesa per le famiglie impoverite dalla crisi. Milioni di fondi pubblici dirottati all’estero, mentre gli italiani sono costretti ad assistere al clamoroso tilt dell’INPS e a veder slittare il provvedimento sulla liquidità per le imprese. Alzi la mano chi ha ricevuto un euro dopo la dichiarazione dell’emergenza e la progressiva chiusura di gran parte delle attività economiche? I tanto deprecati modelli di altri Paesi hanno previsto ben altro in fatto di sostegno a famiglie e lavoratori. Il Governo sta mostrando sempre più i propri limiti, ma la stampa compiacente e l’ossessiva campagna autopromozionale di Conte&company fanno breccia nell’opinione pubblica. Lo slogan #iostoacasa, indubbiamente utile per limitare i contagi, dopo oltre due mesi non basta più. L’emergenza economica, forse anche peggiore di quella sanitaria, sta incominciando a pesare molto anche nella nostra regione. Ci sono settori con l’acqua alla gola, pensiamo al turismo, all’artigianato, al commercio, all’agricoltura. La preoccupazione emergente è l’inadeguatezza dell’esecutivo nazionale e della Giunta regionale. Per mettere a punto il programma di rilancio dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, l’uomo che prima promette poi non mantiene, tira fuori dalla naftalina il filocinese Romano Prodi, forse uno dei principali artefici della progressiva crisi dell’economia italiana e della svendita delle nostre eccellenze. Quali sono i veri obiettivi del governo giallorosso? Qualche dubbio l’abbiamo. Troppo succube della UE, troppo impreparato, troppo debole. Ma ancora più oscuro è il lavorio di certe cariche apicali di enti, ministeri e amministrazioni statali, che agiscono senza controlli e verifiche pubbliche e parlamentari serie. Insomma, lo scenario non è dei migliori, né in questa regione, né nel paese. Ho tuttavia molta fiducia negli italiani e negli emiliano-romagnoli. L’auspicio è che sappiano distinguere tra chi punta a un’Italia forte, seria e autorevole e chi, al contrario, la vuole svendere e rendere succube delle tagliole europee”. 

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