«Trespidi deve tanto a quei partiti che oggi critica»

Arriva subito la replica di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia a Trespidi: «Per lui il centrodestra è stato un taxi su cui salire»

Massimo Trespidi

«Per Massimo Trespidi, lo dicono i fatti, il centrodestra è stato un taxi su cui salire per soddisfare esclusivamente le proprie ambizioni personali, non certo la comunità che si rivede nelle idee e valori del centrodestra. Ne è la prova la sua decisione di scendere in campo contro il centrodestra, solo perché quest'ultimo non lo ha gratificato anche della candidatura a sindaco di Piacenza. E, per quanto ci riguarda, nessuna offerta di poltrona per non farlo candidare». Lo sostengono i coordinatori provinciali Jonathan Papamarenghi (Forza Italia), Pietro Pisani (Lega Nord) e Filippo Bertolini (Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale), che rispondono prontamente a distanza alle parole del candidato avversario.

«Eppure – continuano le segreterie dei partiti, attaccate da Trespidi - grazie alla comunità di centrodestra, Trespidi di cariche ne ha ricoperte e di opportunità ne ha avute, eccome: assessore e, poi, vicesindaco di Piacenza nella Giunta Guidotti, senza avere preso un voto; candidato sindaco (perdente) a Castel San Giovanni; presidente della Provincia. Insomma - aggiungono i coordinatori dei partiti del centrodestra piacentino - è certo che Trespidi ha avuto tanto, per non dire tutto, da quei partiti e da quegli elettori ai quali oggi, pensando al proprio tornaconto, volta le spalle, giocano di sponda con una sinistra che già aveva messo in conto la sconfitta».

«Se è questa la nuova e buona politica alla quale s'ispira, lasciamo Trespidi al suo triste destino - affermano Papamarenghi, Pisani e Bertolini - convinti di avere fatto il bene della città indicando Patrizia Barbieri quale candidato a sindaco di un compatto centrodestra. Una donna che, cogliendo la voglia di cambiamento dei cittadini, è in campo per dare a Piacenza un'amministrazione dinamica, innovativa e trasparente. Ritornare a fare politica "a testa alta", non solo in forza di slogan studiati a tavolino dietro ai quali c’è nulla, o poco, per il bene della città - evidenziano i coordinatori provinciali- è compito che tocca a noi, ai movimenti civici e al popolo del centrodestra: per ridare dignità alla politica, non di certo per servirsene! Cattivi maestri della buona politica sono - infatti - coloro che, come Trespidi, già in campagna elettorale si prendono gioco dei cittadini fingendo di chiedere il coinvolgimento e il responso della gente in piazza, mentre già da mesi hanno deciso da soli il da farsi, come attestano le date delle prenotazioni degli spazi per l'affissione dei manifesti».

«Non è più tempo di uomini autoreferenziali al comando, di piazze ridanciane, di esegeti delle poltrone. Serve invece andare - proseguono Papamarenghi, Pisani e Bertolini -  per strada, nei negozi, negli uffici pubblici e privati, nelle aziende, in stazione, nei parchi gioco, nelle scuole, nelle associazioni di volontariato, nelle case di riposo, nei campi sportivi, nelle parrocchie e nei circoli ricreativi. Ci andremo, e certo non solo nelle campagne elettorali, con Patrizia Barbieri, unica candidata a sindaco del centrodestra, persona che non corre mossa da ambizioni personali ma che, con senso di responsabilità, vuole dialogare con i cittadini e con chiunque intende davvero impegnarsi per il bene di Piacenza ed insieme a loro costruire le risposte ai loro problemi, sviluppando nuove idee per la città».

«Il centrodestra è unito e coeso per vincere e far finalmente cambiare marcia a Piacenza. Ciò che invece nasce oggi all'ombra del cavallo del Mochi è solo funzionale a mantenere in sella gli eredi, come Paolo Rizzi, di un'amministrazione comunale che in questi anni ha spento la città male amministrando, lacerata e sgretolata da velleitari personalismi. L'unica alternativa possibile alla sinistra è e rimane Patrizia Barbieri, che chiediamo ai piacentini di sostenere e votare».

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